Coronavirus Covid-19: card. Bassetti, “siamo fragili, ma siamo amati da Dio”

“E’ una giornata molto significativa per la nostra Università degli Studi, perché la Facoltà di Medicina compie 700 anni; era il 18 febbraio 1321 quando papa Giovanni XXII emanò una bolla in cui in Perugia veniva istituita questa Facoltà. All’epoca c’era la peste e alcuni medici, come è successo in questa pandemia, sono morti”. A dirlo è stato il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, a conclusione della celebrazione eucaristica del Mercoledì delle Ceneri, nella serata di ieri, nella chiesa dell’Università di Perugia. “Questo centenario è molto significativo – ha proseguito il cardinale –, perché la Facoltà di Medicina di Perugia è tra le più antiche d’Europa. Purtroppo la bellezza dell’evento è offuscata dalla difficile situazione sanitaria in cui ci troviamo. Papa Francesco, per questo importante anniversario, ha redatto un’altra bolla in cui esprime la sua vicinanza a tutto il mondo accademico e ospedaliero della nostra città per i sacrifici affrontati in questo periodo di pandemia”. Bassetti, nell’introdurre la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri, rivolgendosi agli universitari presenti (nel numero consentito delle norme sanitarie per prevenire il contagio da Covid-19), non ha nascosto la sua emozione nel fare ingresso in quel luogo di culto dopo la sua malattia a seguito del virus. “Voglio esprimervi la gioia di essere ritornato tra voi”, ha esordito il presule: “Mi sta succedendo da due mesi un fatto strano: tutte le volte che ritorno in una parrocchia o in una comunità, come questa sera qui con voi, è come se fossi arrivato per la prima volta, è come se la mia vita fosse rinnovata… Per questo, tutte le volte che celebro, ringrazio il Signore per aver avuto misericordia nei miei confronti, ma ringrazio anche tutte le comunità, perché ho saputo, anche attraverso i social, che nel periodo della mia malattia in tanti hanno pregato per la mia guarigione”. “Siamo fragili, ma dobbiamo prendere sempre più coscienza che siamo amati da Dio e la nostra fragilità è scelta da Lui per realizzare il suo più grande progetto d’amore, che parte quasi dalla nostra inconsistenza”, ha concluso.

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