Coronavirus Covid-19: Regno Unito, 20 parlamentari chiedono la riapertura delle chiese. La posizione dell’arcivescovo di Glasgow, Tartaglia

(Londra) “Non è chiaro perché a metà giugno possano riaprire i negozi ma non le chiese”. Sono stati venti parlamentari, tra i quali alcuni ex ministri e membri dell’influente comitato 1922, al quale si deve la nomina del leader del partito conservatore, a scrivere al premier britannico Boris Johnson per chiedere che i luoghi di culto cristiani riaprano entro giugno. I deputati vorrebbero che i fedeli fossero riaccolti di nuovo per le preghiere private, i matrimoni e i funerali, con tutte le norme di sicurezza, entro il prossimo mese. Il governo britannico ha, infatti, deciso che le chiese, che sono state messe nella stessa categoria dei pub e dei cinema, resteranno chiuse fino al 4 luglio. Anche l’Evangelical Alliance Uk, l’associazione che rappresenta i due milioni di evangelici britannici, ha scritto alla commissione parlamentare competente per avvertire che “il lockdown renderà molto più difficile il volontariato e gli interventi sociali”. Ad annunciare la possibile riapertura delle chiese cattoliche scozzesi, dopo il 18 giugno, e la ripresa delle messe, dopo il 9 luglio, era stato domenica l’arcivescovo di Glasgow, Philip Tartaglia. L’arcivescovo aveva anche spiegato che i vescovi cattolici stanno collaborando col governo per esplorare come introdurre la distanza sociale, rimuovere alcune panche, sospendere il gesto della pace, l’uso dei libri dei canti e l’acqua santa all’ingresso delle chiese.

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