Coronavirus Covid 19: vescovi argentini, “cura e responsabilità, no paura. Momento opportuno di crescita”

“Accompagniamo tutto il popolo argentino che di fronte a questa pandemia è stato chiamato a prendersi cura di se stesso e a essere responsabile. Prendersi cura di noi stessi in modo responsabile è il modo migliore per prendersi cura degli altri. Crediamo che la responsabilità e la cura si oppongano alla paura e al panico”. È questa la considerazione che viene fatta dalla Conferenza episcopale argentina, in un messaggio che è stato diffuso ieri per l’emergenza coronavirus. Sono già numerose le diocesi che hanno sospeso la celebrazione pubblica delle messe, a partire da Buenos Aires, e il Governo ha decretato un periodo di quarantena, almeno fino alla fine del mese. Attualmente, nel Paese, i contagi sono 128, con tre vittime.
“La paura – scrivono i vescovi – ci porta a prenderci cura solo di noi stessi e ad avere atteggiamenti antisociali senza pensare agli altri. La cura e la responsabilità verso fratelli e sorelle ci portano all’amore, alla solidarietà e al servizio. Ci sembra fondamentale vivere questa crisi come un’opportunità per crescere come persone e come società”. Lo stesso “distanziamento sociale come mezzo di prevenzione può essere accompagnato da una grande vicinanza spirituale, in modo che, sebbene fisicamente isolato, nessuno si senta solo. L’uso dei social network può aiutarci contribuendo con la nostra creatività a comunicare e sostenerci nella speranza, generando nuovi modi di mutuo soccorso e compagnia”.
Secondo i vescovi argentini, “un’altra possibilità di crescita deriva dalla nostra capacità di guardare alla situazione di tanti fratelli che sono lontani da certi livelli di vita in Argentina. Diversi milioni di persone vivono negli oltre 4.400 quartieri poveri del Paese. Queste persone non troveranno molto facile rimanere a casa, poiché devono uscire per guadagnare il pane per le loro famiglie giorno dopo giorno”.
In questo momento, si riflette nel messaggio, “saremo costretti a cambiare stili di vita e abitudini di consumo. Forse, vivendo più austeramente potremo riscoprire nuovi modi di legami tra noi, sempre più semplici e permetterci di riflettere su cose a cui di solito non pensiamo. I cristiani vivranno una Quaresima molto speciale supportata dalla grande forza della preghiera”.
Concludono i vescovi: “Vogliamo in particolare ringraziare coloro che servono i malati e i più poveri: personale sanitario, medici, infermieri, volontari della pastorale della salute presenti in questo momento complesso e urgente hanno tutto il nostro incoraggiamento e la nostra preghiera. In particolare ci affidiamo ai nostri sacerdoti, che illumineranno questo momento con la forza della Parola di Dio e cercheranno vie per una maggiore vicinanza pastorale”.

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