Coronavirus Covid-19: Padova, frati della Basilica del Santo in quarantena dopo alcuni casi di positività

A Padova, i Frati minori conventuali della Basilica del Santo sono in quarantena dopo alcuni casi di positività per evitare qualsiasi possibilità di contagio all’esterno. È quanto ha comunicato stamani la stessa comunità francescana conventuale, i cui religiosi martedì sono stati tutti sottoposti al tampone per il Covid-19, dopo che due confratelli, alcuni giorni fa, avevano manifestato sintomi influenzali e, da subito sotto il controllo medico, si erano messi in auto isolamento volontario per tutelare la salute degli altri frati e del personale laico in servizio in basilica.
La comunità, spiega una nota, ancora il 12 marzo aveva comunicato attraverso il sito ufficiale di aver scelto “di ridurre all’essenziale eventuali contatti con persone al fine di collaborare come tutti a evitare il diffondersi dell’epidemia”. I frati, dunque, da oltre una settimana non erano presenti nel santuario, se non dopo l’orario di chiusura, in modo da non interagire nemmeno con gli addetti alla basilica. Inoltre, sempre dal 12 marzo, le realtà fino ad allora ancora aperte al pubblico, come l’ufficio informazioni, l’ufficio accoglienza e il negozio, erano state chiuse, mentre i siti museali lo erano già dall’entrata in vigore del Dpcm del 1° marzo.
Pur in isolamento – viene precisato – i frati della Basilica del Santo vivono con serenità questo momento difficile e condividono ancor più le sofferenze dei malati e delle loro famiglie. Continueranno a pregare in particolare per chi vive, direttamente e indirettamente, la malattia, il personale sanitario, le istituzioni politiche, le forze dell’ordine, i volontari e tutti coloro che stanno aiutando chi soffre.
“Ringraziamo sant’Antonio – commenta padre Oliviero Svanera, rettore della Basilica – perché i frati colpiti dal virus non risentono in modo particolare del contagio. È una situazione in continua evoluzione e le conseguenze non possiamo in questo momento valutarle nella loro globalità”. “Stiamo seguendo le indicazioni dei sanitari e delle autorità”, aggiunge il rettore: “Pensiamo sia importante continuare a far sentire la nostra presenza, seppur in questo periodo affidata ai soli mezzi digitali, alle tante persone che vedono in sant’Antonio un amico, di cui noi frati siamo in un certo senso la ‘voce’”.

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