Papa Francesco: udienza, chiediamoci “cosa significa spiritualmente il deserto, anche per noi che viviamo in città”

foto SIR/Marco Calvarese

Chiedersi “cosa significa spiritualmente il deserto, per tutti noi, anche noi che viviamo in città”. È l’invito del Papa, per l’inizio del cammino quaresimale, che comincia oggi e che tra quaranta giorni ci porterà a celebrare la Pasqua, “cuore dell’anno liturgico e della fede”. “È un cammino che segue quello di Gesù, che agli inizi del suo ministero si ritirò per quaranta giorni a pregare e digiunare, tentato dal diavolo, nel deserto”, ha ricordato Francesco: “Immaginiamo di stare in un deserto”, l’invito. “La prima sensazione – ha spiegato – sarebbe quella di trovarci avvolti da un grande silenzio: niente rumori, a parte il vento e il nostro respiro. Ecco, il deserto è il luogo del distacco dal frastuono che ci circonda. È assenza di parole per fare spazio a un’altra Parola, la Parola di Dio, che come brezza leggera ci accarezza il cuore”. “Il deserto è il luogo della Parola, con la maiuscola”, ha ricordato Francesco: “Nella Bibbia, il Signore ama parlarci nel deserto. Nel deserto consegna a Mosè le ‘dieci parole’, i dieci comandamenti. E quando il popolo si allontana da Lui, diventando come una sposa infedele, Dio dice: ‘Ecco, io la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. Là mi risponderà, come nei giorni della sua giovinezza’”. “Nel deserto si ascolta la Parola di Dio, che è come un suono leggero”, ha proseguito il Papa a braccio: “Il Libro del Re dice che la Parola di Dio è come un filo di silenzio sonoro”.

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