Violenza su donne: Zampa (sottosegr. Salute), “troppe vittime in Pronto soccorso. Lockdown ha aggravato maltrattamenti. Servono interventi coordinati”

La violenza di genere è “un fenomeno ampio e diffuso: le donne che hanno avuto almeno un accesso in Pronto soccorso con l’indicazione di diagnosi di violenza tra il 2017 e il 2019 sono state 16.140 per un numero totale di accessi in Pronto soccorso con l’indicazione di diagnosi di violenza nell’arco del triennio pari a 19.166”. È quanto dichiara in una nota la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, in occasione dell’odierna Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Si tratta di donne di ogni età: dai 18 anni all’età più anziana. E il lockdown imposto dal Covid, spiega la sottosegretaria, “ha di fatto acuito il fenomeno”. Il Numero rosa 1522, tra marzo e giugno 2020, ha infatti registrato “un numero di chiamate, sia telefoniche sia via chat, più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”.
Nel 2020 il ministero della Salute, insieme all’Istituto superiore di sanità, si è impegnato nella formazione delle operatrici e degli operatori attivi per il contrasto alla violenza maschile contro le donne. Iniziato il 29 gennaio, il progetto si è concluso il 29 settembre e ha visto il coinvolgimento di 26.347 professionisti che operano presso o in collegamento con 642 Pronti soccorso di tutte le regioni italiane.
“È fondamentale utilizzare modelli d’intervento coordinati, multidisciplinari ed interistituzionali, che rispondano in modo efficace ai bisogni delle vittime di violenza. È necessario garantire protezione fisica, strutture d’accoglienza in emergenza, aiuto sanitario, psicologico, legale, economico e un accompagnamento in un nuovo progetto di vita che porti la donna a superare il maltrattamento subito”, conclude Zampa.

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