Avvento: mons. Sacchi (Casale Monferrato), “è un cammino di speranza”. “Dobbiamo contagiarci con la fiducia per vincere ciò che ci fa soffrire e paralizza”

“Il cammino dell’Avvento, che apre il nuovo anno liturgico, è un cammino di speranza come annuncio/celebrazione, esperienza viva di una Presenza”. Lo scrive il vescovo di Casale Monferrato, mons. Gianni Sacchi, nel messaggio per l’Avvento che sarà pubblicato sul nuovo numero del settimanale diocesano “La vita casalese” in uscita domani.
“Abbiamo lasciato alle nostre spalle mesi che non avremmo mai immaginato di vivere nella nostra esistenza. Mesi segnati da uno sconvolgimento della vita sociale, relazionale ed economica dovuto a questa pandemia che sta toccando il mondo intero e noi ne siamo ancora immersi”, osserva il vescovo, aggiungendo che “ci sentiamo fragili, incerti e sfiduciati per le situazioni che si sono create, per gli ammalati, le migliaia di morti, le sofferenze di tante famiglie e comunità e gli anziani sempre più vulnerabili e isolati”. Inoltre, “le relazioni umane sono state messe a dura prova e sono saltate”, prosegue mons. Sacchi rilevando come “i più penalizzati sono i bambini, i ragazzi e i giovani, che in questa fase così importante della loro crescita, in cui la relazione con gli altri è fondamentale, sono stati privati di questa dimensione essenziale”. “Tra le diverse realtà messe a dura prova da questa crisi sanitaria, c’è anche il tema sulla fede, la vita pastorale delle nostre comunità e il cammino personale di tutti i credenti”, continua il vescovo, per il quale, “abbiamo bisogno oggi più che mai di speranza, per gestire con fiducia il tempo presente così difficile che stiamo vivendo a livello personale, sociale ed ecclesiale, e superare così scoraggiamenti, paure e nostalgie inutili”.
Secondo mons. Sacchi, “proprio perché facciamo l’esperienza di un mondo in tutta la sua imperfezione, abbiamo il bisogno dello sguardo su un altro mondo, per non disperare”. “Nei giorni bui e oscuri – assicura – scende una luce e nella nostra paura viene la fiducia. Quando viene Dio, la nostra vita ritrova senso e direzione. Allora non cambia semplicemente il mondo, ma siamo noi stessi che, con la luce che lui ci porta, viviamo in modo diverso. E il mondo non ci appare più ostile e minaccioso. Con lui, nella nostra umanità, ci sentiamo avvolti dalla sua presenza e vicinanza”. Per questo, conclude, “noi credenti dobbiamo lottare insieme e insieme farci forza, sostenerci a vicenda, contagiarci non con il virus, ma con la fiducia e la speranza, per vincere ciò che ci fa soffrire e ci paralizza la vita”.

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