Violenza su donne: Repubblica Dominicana commemora i 60 anni dell’uccisione delle sorelle Mirabal. Il nipote Jaime al Sir, “anche oggi sono una bandiera contro cultura machista”

Sono passati sessant’anni da quel 25 novembre 1960, nel 1999 diventata la data simbolo della lotta contro la violenza sulle donne per volontà delle Nazioni Unite. La Giornata internazionale, pur istituita molti anni dopo, è “nata” quel giorno in Repubblica Dominicana, quando le tre sorelle Mirabal, Patria, Minerva e Maria Teresa, oppositrici della feroce e sanguinosa dittatura di Rafael Leónidas Trujillo Molina, vennero arrestate, torturate e violentate prima di essere uccise. Oggi l’attuale presidente della Repubblica Dominicana, Luis Abinander, sarà a Salcedo, città d’origine delle sorelle, al museo loro dedicato, per le celebrazioni del sessantesimo anniversario e della Giornata internazionale, che nel Paese caraibico verranno vissute in modo particolare. “Sessant’anni fa quel fatto rappresentò l’inizio della fine della dittatura di Trujillo, oggi rappresentano la bandiera della lotta per i diritti delle donne e contro la cultura machista”, dice al Sir, Jaime David Fernández Mirabal, nipote delle tre sorelle, figlio di Bélgica, l’unica, all’epoca a essere rimasta incolume.

“Di loro – prosegue il nipote – ho un ricordo molto sbiadito, avevo solo quattro anni. Ma per tutta la mia vita ho sentito parlare di loro da mia nonna e da mia madre”. Fernández Mirabal ha in qualche modo proseguito la battaglia delle zie nella professione di medico psichiatra – ha studiato e ha lavorato a Trieste, alla scuola di Basaglia – e nell’impegno politico (è stato vicepresidente della Repubblica dal 1996 al 2000). “Certamente – prosegue – questo è un giorno importante per la mia famiglia, ma preferisco parlare come cittadino dominicano. Le mie zie sono state vittime di una dittatura sanguinaria, durata per trent’anni. Trujillo era il capo assoluto del Paese, possedeva il 65% delle industrie e il 35% delle terre. Ci voleva tanto coraggio a opporsi al suo potere. Ma dopo quello che accadde, molti uomini si dissero: ‘Se ci hanno provato tre donne, dobbiamo farlo anche noi. Perciò, le tre sorelle Mirabal sono diventate una bandiera”. E conclude: “Ora, certo, viviamo in una democrazia, ma ci sono ancora molte cose da migliorare a livello di diritti, pari opportunità, uguaglianza di genere e democrazia”.

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