Terremoto Centro Italia: mons. Boccardo (Spoleto-Norcia), una comunità intercongregazionale di suore francescane “per stare insieme alla gente”

Avviata, a Norcia, una comunità intercongregazionale di Suore francescane. Quattro religiose, di quattro Congregazioni francescane differenti, al servizio pastorale della gente di Norcia e delle sue frazioni, “ancora segnata dalle ferite sanguinanti dei terremoti del 2016”. La presentazione si è tenuta ieri presso il Centro di comunità della Madonna delle Grazie alla presenza dell’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, che ha celebrato la messa. Le religiose sono suor Loretta Pontalto delle Piccole suore della Sacra Famiglia, suor Marisa Cadamuro delle Suore francescane di Cristo Re, suor Chiara Caselli delle Suore francescane missionarie di Cristo, suor Damiana Zedda delle Suore francescane missionarie di Susa. Vivranno nella casa parrocchiale di Savelli di Norcia. Si realizza così il “sogno” di mons. Boccardo che il 26 maggio 2018 lo rivelò alla Giornata per la vita consacrata dell’Umbria, tenutasi al santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza. Da quel momento partì un processo che si è concretizzato ieri. “Accogliamo queste quattro suore che vengono per abitare nella zona di Norcia e condividere la vita della gente terremotata che affronta con fatica il cammino nel tempo”, ha detto mons. Boccardo. Si tratta di missionarie perché “rispondono a un mandato che viene direttamente dal Signore. Anche a Norcia c’è bisogno di missionari, ossia di persone di buona volontà che sappiano fare spazio a Dio e raccontare quanto è bello condividere la vita insieme con lui alla luce del Vangelo. Non portano qualcosa di personale, ma sono qui per testimoniare la tenerezza della comunità cristiana nei confronti di una popolazione che da troppo tempo porta le ferite del terremoto”. Le religiose, ha spiegato l’arcivescovo, “non verranno ad aprire né un asilo, né una casa di riposo per anziani, né tante altre opere che le suore mantengono vive in Italia e nel mondo. Vengono per stare insieme alla gente. Occuperanno le loro giornate con l’ascolto, con la condivisione, con la compagnia. Non per fare chiacchiere inutili, ma per stare insieme. E quanto bisogno abbiamo tutti di essere consolati da una presenza amica, da qualcuno che ci sappia ascoltare e aiutare anche ad interpretare i momenti e le situazioni della nostra esistenza. Queste suore saranno l’espressione della vicinanza e della solidarietà di tutta la Chiesa: verseranno sulle piaghe dell’umanità di Norcia l’olio della consolazione e il vino della speranza”.

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