Fratelli tutti: mons. Giuliodori (Univ. Cattolica), “necessario costruire insieme rapporti davvero positivi di stima, di rispetto, di giustizia”

foto SIR/Marco Calvarese

“Dopo la Laudato si’, cinque anni fa, Papa Francesco ci offre un documento che interpella non solo la coscienza dei credenti ma tutta l’umanità”. L’assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, mons. Claudio Giuliodori, commenta con queste parole la terza enciclica del Santo Padre, firmata sabato 3 ottobre, per la prima volta nella storia, lontano da Roma, ad Assisi, davanti all’altare di pietra della tomba del Santo, di cui il Papa ha voluto prendere il nome.
Si tratta di un “documento di straordinaria importanza”, che “prende spunto dall’espressione tipica utilizzata da San Francesco quando si rivolgeva ai suoi fratelli, ma anche alla popolazione, dicendo appunto ‘fratelli tutti’, perché tutti siamo figli dello stesso padre e tutti dobbiamo riconoscerci fratelli e vivere da fratelli”. Infatti, la sfida a cui guarda Papa Francesco è proprio questa: “Come vivere oggi da fratelli perché, come scrive nel primo capitolo, se non viviamo da fratelli tutto rischia di essere distrutto: l’ambiente, le relazioni, la politica, l’economia con un prezzo altissimo soprattutto di emarginazione, di ingiustizia, di scarto”. Ed è proprio “la cultura dello scarto che bisogna combattere”, osserva l’assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica.
Per fare questo, come sottolinea Papa Francesco, bisogna ricostruire “principi di fratellanza” e quindi, suggerisce mons. Giuliodori, diventa necessario costruire “tutti insieme rapporti davvero positivi di stima, di rispetto, di giustizia” e, soprattutto, “operare per la pace, perché la pace non è neutralità e tantomeno indifferenza, la pace è azione concreta e quotidiana a partire dalla famiglia, dalle realtà sociali in cui siamo inseriti fino ai grandi organismi internazionali”. Non a caso “Francesco ricorda l’impegno preso ad Abu Dhabi”, “un impegno davvero straordinario per poter realizzare una pace che coinvolga tutti e che rendendo ‘fratelli tutti’ possa garantire un futuro sostenibile per l’umanità”, conclude mons. Giuliodori.

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