Salesiani: Genova, oggi un convegno per il 150° della presenza a Sampierdarena

In occasione delle celebrazioni per il 150° della presenza salesiana a Genova-Sampierdarena, oggi si svolge nel capoluogo ligure il convegno “Formare i giovani per generare futuro. Alleanze vincenti nel mondo del lavoro”. Il tema è stato scelto per sottolineare il ruolo e l’importanza dell’istruzione e della formazione sia nell’ambito professionale sia in quello della crescita umana delle nuove generazioni. Come ha sottolineato don Sergio Pellini, direttore dell’Opera Don Bosco di Genova Sampierdarena, “a noi non interessava soltanto fare una celebrazione di questo anniversario, ma lasciare un segno di speranza per i giovani all’interno della realtà in cui operiamo, la città di Genova”. Le relazioni verranno svolte da suor Alessandra Smerilli, segretario del Dicastero vaticano per il Servizio dello sviluppo umano integrale, Luca Ricolfi, sociologo e docente di analisi dei dati, Roberto Cingolani, fisico e consigliere di Governo per l’energia, Maria Teresa Bellucci, vice ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Paola Frassinetti, sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione e del Merito. Durante i lavori ci sarà spazio anche per alcune comunicazioni e per alcune testimonianze. Come si legge sul sito donboscoitalia.it, “in questo secolo e mezzo, la casa di Sampierdarena è sempre riuscita ad essere un’opera autenticamente salesiana”. Inoltre, ha sottolineato ancora don Pellini, “sullo stile improntato da Don Bosco stesso, si è sempre voluto creare una casa aperta ed accogliente in un clima di familiarità ed amicizia, un luogo propizio per incontrarsi, una scuola che avviasse alla vita, ambiente che fosse evangelizzatore in modalità semplice ma attiva e profonda, intriso di gioia, di rispetto, di affetto che accompagna sempre tutti nel cammino della vita”. Era, infatti, il 26 ottobre del 1871 quando il primo gruppo di Salesiani prese posto nella villa Oneto nella zona di Marassi, a Genova. Ma una villa in campagna, lo affermò lo stesso Don Bosco, non era adatta per un ospizio di arti e mestieri per giovani in difficoltà. Per questo motivo, un anno dopo, nel novembre del 1872, i Salesiani presero possesso del convento e della chiesa dei teatini in Sampierdarena.

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