Autismo: Serafico Assisi, lanciato un appello a istituzioni e società civile. “Fare rete e non lasciare più sole le famiglie”

Un vero e proprio appello lanciato alle istituzioni politiche e sanitarie e a tutta la società civile affinché si affrontino con decisione e concretezza le tante problematiche delle persone con disturbi del neurosviluppo. Primo tra tutti il sostegno alle famiglie delle persone con autismo e la necessità di “fare rete” anche sul territorio, accompagnando le persone con neurodiversità in ogni fase della vita e non solo attraverso servizi adeguati, ma anche mediante percorsi in cui ognuno possa esprimere il proprio talento. Con questo obiettivo l’Istituto Serafico di Assisi – Centro di eccellenza per la cura e la riabilitazione di disabilità gravi e gravissime – in vista della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo che ricorre il 2 aprile, insieme al Tavolo nazionale per l’autismo della Cei ha organizzato l’incontro “La salute mentale dei bambini e adolescenti: nuove emergenze”, promosso anche a Genova e a Lamezia Terme, e “finalizzato a far incontrare le Istituzioni politiche, le associazioni e i Centri che operano nell’ambito della salute mentale e dei disturbi dello spettro autistico, affinché si dia una risposta qualitativamente e quantitativamente adeguata ai bisogni delle persone con autismo”, ha spiegato don Massimo Angelelli, direttore Ufficio nazionale pastorale della salute della Cei. Stefano Vicari, ordinario di neuropsichiatria infantile dell’Università Cattolica di Roma, ha lanciato l’allarme sull’emergenza della salute mentale: “non solo perché i disturbi mentali rappresentano il 16% del carico globale di malattie nella fascia 10-19 anni, ma anche perché in Italia sono oltre 2 milioni i giovanissimi affetti da problemi di salute mentale”. Francesca Di Maolo, presidente del Serafico, ha ribadito l’urgenza “di dare risposte alle persone con disturbi del neurosviluppo, i cui casi negli ultimi anni sono esplosi, portando al collasso i centri di neuropsichiatria di tutta Italia, facendo sentire il peso dell’assenza di medici specializzati; un peso che portano sulle spalle soprattutto le famiglie di queste persone”. Il Serafico, ha spiegato, “è un crocevia di tante mamme e tanti papà che da tutta Italia chiedono un aiuto, un supporto, una mano tesa poiché nel nostro Paese l’assistenza alle persone con disturbi dello spettro autistico fa perno quasi esclusivamente sulle famiglie: conosco mamme che si sono improvvisate infermiere, educatrici, terapiste; che hanno rinunciato al proprio lavoro per prendersi cura dei figli poiché il nostro welfare non ha messo a punto azioni di supporto nei loro confronti”.

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