Messico: migranti “bloccati” alla frontiera sud si offrono di lavorare alla ricostruzione di Acapulco, colpita dall’uragano Otis

I migranti bloccati nella città messicana di Tapachula, al confine con il Guatemala, a causa delle restrittive politiche governative, hanno lanciato un appello al Governo messicano, dicendosi disposti a recarsi ad Acapulco, destinazione colpita dall’uragano Otis, che finora ha causato 48 morti, per lavorare nella ricostruzione dei comuni colpiti nello stato di Guerrero. Lo scrive l’agenzia Efe, citando fonti dirette tra i migranti. Centinaia di migranti, in gran parte venezuelani, hanno manifestato la loro solidarietà al popolo messicano e, in occasione di una riunione indetta dall’organizzazione Pueblo Sin Fronteras (Popolo senza Frontiere), hanno mostrato la loro disponibilità a recarsi nelle zone distrutte, offrendo “il loro lavoro, il loro sforzo, la loro volontà e la loro fede”. Tra i migranti ci sono muratori, capomastri, tecnici, saldatori, meccanici e contadini che, hanno detto, possono essere utili in questo momento per la popolazione di Guerrero, che ha subito gli effetti dell’uragano che ha lasciato perdite umane e materiali. I migranti hanno anche tenuto una veglia con preghiere, candele e cartelli per mostrare solidarietà con gli abitanti dello Stato di Guerrero, e hanno, poi, effettuato una sorta di registrazione per mettersi in lista e attendere la decisione del Governo messicano.

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