Supplica alla Madonna di Pompei: mons. Baturi, “l’uomo prega, ama e costruisce la città degli uomini”

“Nelle tante vittime della guerra e dell’odio rivive ancora oggi la croce di Cristo e noi supplichiamo che si manifesti, ancora, con potenza d’amore la sua vittoria sulla morte e sull’odio. Il cammino autenticamente religioso ci fa invocare la pace, perché ci mettiamo alla ricerca del Padre che è intimo a ciascuno, che è Tutto tale da abbracciare ogni persona”. Lo ha detto, ieri, mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Cei, nell’omelia che ha preceduto la supplica alla Beata Vergine del Santo Rosario, a Pompei. “Gli stessi sentimenti di Cristo, che diventano sentimenti di unità: che la Chiesa sia unita, che le nostre Chiese in Italia siano unite, di quell’unità che non nasce dalla convergenza di pensieri o di progetti, ma da uno stesso sentire e dalla carità. La vera unità si fonda su questo sentire unanime. E poi la carità: il vescovo Tommaso ha ricordato il tempio della preghiera e il tempio della carità. E poi la convivenza umana, perché attorno al tempio della preghiera e al tempio della carità è nata a Pompei, nell’articolazione dei suoi elementi, nel dispiegarsi delle sue strade, delle sue autorità”, ha osservato. Questo, per il presule, “deve essere per noi cristiani un insegnamento continuo: pregare Dio, accogliere ogni uomo e costruire, edificare, la società degli uomini come civiltà dell’amore e della verità, in cui un uomo sia accolto, sia voluto bene, possa essere degno di cura e di accompagnamento. L’uomo prega, ama e costruisce la città degli uomini”. “Per noi cristiani – ha sottolineato il segretario generale della Cei – tutto questo ha un nome: Cristo, ‘la nostra pace’ (Ef 2,14), la ragione della nostra quotidiana fatica per cui lavoriamo, intraprendiamo nuove strade, edifichiamo nuove opere. È Lui che chiede la nostra conversione: ‘Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a sé stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri’” (Fil 2, 3-4).
Mons. Baturi ha evidenziato: “Maria, con la pratica del Rosario, ci aiuta a guardare Cristo: è Lui che ‘ha abbattuto il muro di separazione che era frammezzo, cioè l’inimicizia’ e ha riconciliato gli uomini con Dio e tra di loro nel suo corpo offerto sulla croce. La Vergine Maria ci doni i sentimenti di Cristo per vivere ‘unanimi e concordi’ (Fil 2,2), nella carità, con uno sguardo aperto alla valorizzazione di ogni sorella e di ogni fratello! Il Vangelo ci esorta a vivere e a lavorare come figli di un Padre che ama la vita e che ci desidera operatori di pace, promotori di vera amicizia, che è il germe vero della pace”. “Lavorare nella vigna del Signore significa ‘promuovere il bene e costruire la pace e la giustizia nella verità’”, ha affermato il presule riprendendo le parole di Papa Francesco, nell’udienza generale del 13 settembre scorso.
Mons. Baturi ha concluso “Supplichiamo la Vergine ‘Regina di pace e di perdono’, mendichiamo la sua misericordia, invochiamo la pace. O Madre Santissima, veglia su tutti noi, donaci la forza e la dolcezza del tuo ‘sì’, accompagna le nostre Chiese nel Cammino sinodale, libera i cuori di tutte le persone dall’odio, guida il mondo intero verso l’armonia e la concordia”.

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