Allattamento: Unicef e Oms, “necessario un più ampio supporto in tutti i luoghi di lavoro”

(Foto: Unicef)

C’è “necessità di un più ampio supporto all’allattamento su tutti i luoghi di lavoro per sostenere e migliorare i progressi dei tassi globali di allattamento”. Lo sostengono il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef) e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in occasione della Settimana mondiale per l’allattamento (1-7 ottobre), dedicata quest’anno al tema “Allattamento e lavoro, tutelare entrambi fa la differenza per le famiglie”.
Per questo, viene spiegato in una nota, Unicef Italia propone la creazione di Baby Pit Stop Unief (Bps), all’interno dei nidi aziendali. I Bps, ispirati all’iniziativa omonima de La Leche League, sono ambienti protetti, in cui le mamme si possano sentire a proprio agio ad allattare il loro bambino o la loro bambina e provvedere al cambio del pannolino. Durante la Settimana saranno riconosciuti come Bps Unicef i nidi aziendali di Intesa Sanpaolo di Torino e del Policlinico di Bari. In Italia – viene sottolineato – sono oltre 1.100 i Bps che fanno parte del programma Unicef “Insieme per l’allattamento”, insieme a 34 ospedali e 9 comunità riconosciuti Amiche delle bambine e dei bambini, 4 corsi di laurea Amici dell’allattamento. Negli ospedali Amici in Italia nascono sempre un numero maggiore di bambine e bambini. Nel 2022 nei Baby Friendly riconosciuti dall’Unicef e dall’Oms sono nati oltre 34.000 bambini che rappresentano quasi il 9% delle nascite.
Negli ultimi 10 anni, molti Paesi hanno compiuto significativi progressi per incrementare i tassi di allattamento esclusivo. Progressi ancora maggiori sono possibili quando l’allattamento è protetto e supportato, soprattutto sui luoghi di lavoro. A livello globale, la percentuale dell’allattamento esclusivo nei primi sei mesi è aumentata del 10% raggiungendo il 48% a livello globale negli ultimi 10 anni. Laddove l’allattamento viene protetto, promosso e sostenuto, i tassi aumentano in maniera significativa. Per raggiungere l’obiettivo globale del 70% entro il 2030, è necessario affrontare le barriere che le donne e le famiglie incontrano per raggiungere i loro obiettivi di allattamento.
“Politiche a favore della famiglia sui luoghi di lavoro – come congedo di maternità retribuito, pause per allattare e uno spazio dove le madri possono allattare o tirare il latte – creano ambienti a beneficio non solo delle donne che lavorano e delle loro famiglie ma anche dei datori di lavoro”, viene evidenziato, aggiungendo che “queste politiche generano un ritorno economico che riduce la necessità di richiedere congedi, consentono alle lavoratrici di svolgere il proprio lavoro e riducono i costi di sostituzione e formazione di nuovo personale”.
Supportare l’allattamento sui luoghi di lavoro è una cosa opportuna per le famiglie, le bambine, i bambini e le aziende e per questo Unicef e Oms chiedono a governi, donatori, società civile e settore private di fare sforzi per “assicurare un ambiente che supporti l’allattamento per tutte le madri che lavorano – comprese coloro nel settore informale o con contratti temporanei – garantendo l’accesso a pause regolari per allattare e strutture che consentano alle madri di continuare ad allattare le proprie figlie e i propri figli una volta tornate al lavoro”; inoltre viene chiesto di “fornire un congedo retribuito sufficiente a tutti i genitori che lavorano e a tutte le persone che si prendono cura delle bambine e dei bambini per rispondere ai loro bisogni” e “aumentare gli investimenti sulle politiche e sui programmi che supportano l’allattamento in tutti gli ambiti, compresi i programmi e le politiche nazionali che regolano e promuovono il supporto del settore pubblico e privato all’allattamento per le donne sui luoghi di lavoro”.

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