Ucraina: Pasqua a Kharkiv. Mons. Tuchapets (vescovo), “nonostante le notizie di possibili attacchi, continueremo a vivere tra preghiera e aiuto umanitario”

(Foto Eparchia di Kharkiv)

(Foto Eparchia di Kharkiv)

“Dall’inizio della guerra, non abbiamo mai smesso di celebrare le liturgie nella nostra cattedrale e continueremo a farlo anche oggi. Le celebrazioni si terranno anche il Giovedì Santo, il Venerdì Santo, il Sabato e la Domenica della Pasqua. Sebbene nei media stiano circolando notizie su possibili attacchi alle chiese nei giorni pasquali, noi continueremo a svolgere le nostre celebrazioni. Soltanto che non pregheremo di notte, ma al mattino, nel rispetto degli orari di coprifuoco e nella massima garanzia di sicurezza per le persone”. Raggiunto dal Sir è il vescovo greco-cattolico di Kharkiv mons. Vasyliy Tuchapets, a raccontare come in città i fedeli si apprestano a vivere la Pasqua che la chiesa greco-cattolica ucraina celebra, insieme agli ortodossi, domenica 24 aprile, una settimana dopo le chiese di tradizione latina, secondo il calendario giuliano. “Ogni mattina nella nostra cattedrale di San Nicola a Kharkiv, teniamo le celebrazioni della Settimana Santa, la Liturgia dei doni presantificati e il Moleben nel tempo di guerra, in cui preghiamo per la liberazione della nostra terra e per la pace in Ucraina.

(Foto Eparchia di Kharkiv)

Questa settimana ci prepariamo a vivere liturgicamente la Passione di Cristo, il Venerdì Santo e la Pasqua. Le persone vengono a pregare. Ci chiedono anche, quando è possibile, di confessarsi, segno del desiderio di prepararsi spiritualmente a questa che è la più grande festa per i cristiani, la Pasqua del Signore”. Dall’inizio del conflitto, Kharkiv, la seconda città dell’Ucraina, è sotto intensi bombardamenti. Anche oggi il sindaco Ihor Terekhov, secondo quanto riporta il Guardian, ha annunciato che la città ha subito “enormi e furiosi esplosioni”. In città sono presenti ancora 1 milione di persone, mentre circa il 30% della popolazione, per lo più donne bambini e anziani, è stato evacuato. Per la Settimana Santa, le forze dell’ordine rafforzeranno in tutto il Paese la protezione dei luoghi di culto che saranno anche ispezionati prima delle funzioni religiose, secondo quanto ha annunciato il primo viceministro degli affari interni Ucraino Yevhen Yenin. Per coloro invece che in questi giorni non potranno recarsi nelle chiese e prendere parte fisicamente alle liturgie, l’UGCC (la chiesa greco-cattolica ucraina) offrirà trasmissioni in diretta live tv e online. Il vescovo Tuchapets assicura che le celebrazioni si svolgeranno nel rispetto degli orari del coprifuoco e nella garanzia per la sicurezza delle persone come pure la benedizione dei cibi pasquali. “Per quanto riguarda questa benedizione, li benediremo il Sabato lungo tutto il giorno e la Domenica al mattino in modo che non ci siano assembramenti di tante persone in un unico momento”.

(Foto Eparchia di Kharkiv)

Ma in cattedrale non si svolgono solo le celebrazioni. La Chiesa è diventata luogo di rifugio per molti e centro di distribuzione degli aiuti umanitari. Migliaia di tonnellate di aiuti sono arrivati qui da tutto il mondo: cibo, prodotti per l’igiene, abbigliamento. Molte case sono state distrutte sotto i bombardamenti. Molte altre non hanno acqua ed elettricità. Molti abitanti di Kharkiv sono costretti a vivere negli scantinati o nella metropolitana e decine di persone hanno trovato rifugio nella Cattedrale di San Nicola, situata a Saltovka, la più grande area residenziale della città. La chiesa qui lavora quindi in due direzioni: preghiera e aiuto umanitario.

(Foto Eparchia di Kharkiv)

“Sin dall’inizio della guerra – racconta il vescovo – distribuiamo aiuti umanitari, anche durante la Settimana Santa. Abbiamo distribuito martedì e pianifichiamo di farlo anche giovedì e sabato. Abbiamo ordinato anche i pani e le uova pasquali (cibi tradizioni della Pasqua) in modo che le persone potessero benedirli e vivere meglio e più felici questi giorni pasquali. Gli aiuti umanitari che distribuiamo, sono essenziali per le persone che non hanno alcuna possibilità di comprare il cibo. Riescono a vivere solo grazie agli aiuti umanitari. Siamo quindi grati a tutti coloro che ci stanno aiutando”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Europa