Coronavirus Covid-19: Pompili (psichiatra), “la pandemia ha inciso soprattutto su chi aveva vulnerabilità più nascoste facilitando l’insorgenza di condizioni più serie”

Il servizio telefonico dei Telefono Amico Italia è quello che ha riscontrato, nel 2021, un maggior incremento di nuovi utenti – persone che in passato non avevano mai chiesto aiuto all’associazione – rispetto al primo anno di pandemia: “Nel 2021 – si legge in una nota diffusa oggi -sono stati oltre 46.500, il 35% in più rispetto allo scorso anno, e sono cresciuti addirittura del 160% rispetto al pre-pandemia. Gli utenti che si rivolgono al numero unico nazionale di Telefono Amico Italia, al contrario di WhatsApp Amico, sono prevalentemente uomini (55%) e l’età media degli utenti è più alta rispetto a chi utilizza la chat. Il 24,91% di chi chiama ha tra i 46 e i 55 anni, a seguire le fasce di età più rappresentate sono quella tra i 56 e i 65 anni (21,8%) e tra i 36 e i 45 (21,53%)”.
Le difficoltà di chi si mette in contatto con Telefono Amico Italia sono, invece, analoghe tra i diversi servizi di ascolto dell’organizzazione. Il 58%, sia di chi chiama sia di chi scrive su WhatsApp o Mail@mica, segnala problematiche legate all’area del sé, come bisogno di compagnia, tematiche esistenziali, solitudine; un’altra parte di utenza (il 23% di chi telefona, il 32% di chi utilizza WhatsApp e il 21% di chi scrive utilizzando la mail) si trova ad affrontare difficoltà relazionali con famigliari, amici, partner; altri utenti ancora (il 7% per telefono e WhatsApp e l’11% per il servizio di ascolto via email) si trovano a vivere una situazione di emarginazione.
Desta allarme anche l’aumento delle telefonate ricevute da Telefono Amico Italia con segnalazioni di malattia psichica, che sono cresciute del 29% rispetto allo scorso anno. “L’impatto della pandemia su coloro che erano già alle prese con problematiche psicopatologiche è un tema che ha preoccupato fin dall’inizio – afferma Maurizio Pompili, professore ordinario di Psichiatria presso Sapienza Università di Roma e direttore della Uoc di Psichiatria presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea di Roma –. Le conseguenze sono state importanti soprattutto per le ‘situazioni sotto soglia’, che non avevano ancora una condizione conclamata; nei casi in cui c’era già una presa in carico è stato possibile continuare a seguire i pazienti. Per coloro che, invece, avevano vulnerabilità più nascoste l’effetto della pandemia ha facilitato l’insorgenza di condizioni più serie”.

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