Coronavirus Covid-19: Ministero Salute e Iss, “tre Regioni/Province autonome sono classificate a rischio alto”

“In stabilizzazione il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva a livello nazionale. In lieve aumento il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva calcolato ai sensi del Dm 30 aprile 2020 che si situa al 2,8% (254/9.191) il giorno 11 ottobre 2022, rispetto al 2,4% (224/9.213) il giorno 4 ottobre 2022. Il numero di persone ricoverate in queste aree è aumentato da 224 (11 ottobre 2022) a 254 (18ottobre 2022) con un aumento relativo del 13,4%. È invece stabile tasso di occupazione calcolato dal Ministero della Salute ai sensi del Dl 105/2021 relativo ad una data di poco successiva (20 ottobre 2022) che era pari a 2,4% vs 2,4% al 13 ottobre 2022”. È quanto rileva rispetto al Covid-19 il Report settimanale delle Regioni a cura della Cabina di regia, in riferimento al periodo 10-16 ottobre ai sensi del Dm Salute 30 aprile 2020 e del periodo 14-20 ottobre sulla base dei dati aggregati raccolti dal Ministero della Salute.
“In lieve aumento il tasso di occupazione in aree mediche Covid-19 a livello nazionale: era all’11% (6.993/63.601) il giorno 18 ottobre 2022, rispetto al 9,8% (6.259/63.649) il giorno 11 ottobre 2022. Il numero di persone ricoverate in queste aree è aumentato da 6.259 (11 ottobre 2022) a 6.993 (18 ottobre 2022) con un aumento relativo del 11,7%. Un aumento si osserva anche nel tasso di occupazione calcolato dal Ministero della Salute ai fini degli indicatori decisionali ai sensi del Dl 105/2021 relativi ad una data di poco successiva (20 ottobre 2022) che era pari all’11,0% vs 10,0% al 13 ottobre 2022”, prosegue il Report.
A livello territoriale “tre Regioni/Province autonome sono classificate a rischio alto, tutte e tre per la presenza di molteplici allerte di resilienza, ai sensi del Dm del 30 aprile 2020; altre 16 sono a rischio moderato e due classificate a rischio basso. Dieci Regioni/Province riportano almeno una allerta di resilienza. Tre Regioni/Province riportano molteplici allerte di resilienza”.
Infine, “la percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è stabile rispetto alla settimana precedente (10,5% vs 11%). Stabile anche la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (54,7% vs 54%), come anche la percentuale dei casi diagnosticati attraverso attività di screening (35% vs 35%). L’attuale situazione caratterizzata da elevata incidenza non consente una puntuale mappatura dei contatti dei casi, come evidenziato dalla bassa percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento”.

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