Consiglio europeo: nel documento conclusivo “pieno sostengo all’Ucraina in ambito politico, militare e finanziario”

“Il Consiglio europeo condanna con la massima fermezza i recenti attacchi indiscriminati con missili e droni da parte della Russia contro civili nonché infrastrutture e beni di carattere civile a Kiev e in tutta l’Ucraina. Condanna altresì le azioni della Russia presso la centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia e sottolinea il sostegno dell’Unione europea agli sforzi dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica volti a mantenere la sicurezza, la protezione e le salvaguardie dell’impianto”. Lo si legge nel documento finale (“Conclusioni”) del summit dei 27 leader europei riuniti ieri e oggi a Bruxelles. Il Consiglio europeo “ribadisce il suo pieno sostegno all’indipendenza, alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina. In conformità con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale, l’Ucraina esercita il suo diritto naturale di autotutela contro l’aggressione russa. Ha il diritto di liberare tutti i territori occupati entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale e di riprenderne il pieno controllo”.
Si legge ancora: “I crimini di guerra commessi contro gli ucraini, dei quali emergono prove sempre più numerose, e la continua distruzione di infrastrutture civili costituiscono una grave violazione del diritto internazionale. L’Unione europea ribadisce la ferma determinazione a fare in modo che la Russia e tutti i responsabili e complici rendano conto delle loro azioni, nonché il forte sostegno alle indagini del procuratore della Corte penale internazionale”. L’Unione europea ha “ulteriormente rafforzato le misure restrittive nei confronti della Russia ed è pronta a continuare in tal senso”, e non si escludono nuove sanzioni.
“L’Unione europea rimarrà al fianco dell’Ucraina per tutto il tempo necessario. Continuerà a fornire all’Ucraina un forte sostegno politico, militare e finanziario, anche per il suo fabbisogno di liquidità, e intensificherà la propria risposta umanitaria, in particolare per la preparazione all’inverno”.
Il documento (la prima parte, su energia ed economia, era stata definita nella notte, come riferito dal Sir) dedica infine alcuni paragrafi alla crisi alimentare, alla difesa delle infrastrutture strategiche e alle relazioni esterne.

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