Coldiretti: con caro bollette addio a 1 stalla su 10. A rischio 580 tipi di formaggi. Prandini, “intervenire subito, contenere costo energia”

(Foto Coldiretti)

“A causa del caro bollette quasi una stalla su dieci (9%) è in una situazione così critica da portare alla chiusura, con rischi per l’ambiente, l’economia e l’occupazione ma anche per la sopravvivenza del patrimonio agroalimentare Made in Italy, a partire dai suoi formaggi più tipici della montagna”. È l’allarme lanciato dalla Coldiretti in occasione dell’apertura ufficiale della Fiera agricola e zootecnica di Montichiari, manifestazione italiana a livello internazionale dedicata all’allevamento, con la prima mostra sulle eccellenze casearie italiane a rischio scomparsa. “L’ultimo stop annunciato – rileva la Coldiretti – è quello di Latte Trento che a causa dei costi ha bloccato la produzione di Trentingrana con la chiusura del caseificio di Pinzolo con difficoltà a consegnare i prodotti dell’azienda ai supermercati che restano con gli scaffali vuoti”. “A strozzare gli allevatori italiani è una esplosione delle spese di produzione in media del +60% legata ai rincari energetici, che arriva fino al +95% dei mangimi, al +110% per il gasolio e addirittura al +500% delle bollette per l’elettricità necessaria ad alimentare anche i sistemi di mungitura e conservazione del latte”. Particolarmente drammatica sarebbe, secondo Coldiretti, “la situazione delle stalle di montagna dove il caro bollette sta costringendo aziende a chiudere ed abbattere gli animali. Ma a rischio c’è l’intero patrimonio caseario tricolore con 580 specialità casearie tra 55 Dop e 525 formaggi tipici censiti dalle regioni”.
Il comunicato aggiunge: “allo tsunami scatenato dalla guerra in Ucraina si aggiunge il problema della revisione della direttiva sulle emissioni industriali che finisce per equiparare una stalla con 150 mucche o un inceneritore o a una fabbrica altamente inquinante andando a colpire circa 180mila allevamenti”. “Quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere, spesso da intere generazioni, lo spopolamento e il degrado”, conclude il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “è necessario intervenire subito per contenere il caro energia e i costi di produzione con misure immediate”.

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