Svizzera: mons. Lazzeri, “non riesco più a immaginarmi nel ruolo di vescovo di Lugano”

“Sono consapevole delle conseguenze rilevanti, del peso e anche di un certo smarrimento che la decisione da me presa non mancherà di provocare in molte persone. A tutti chiedo da subito perdono”. Lo ha detto mons. Valerio Lazzeri annunciando le dimissioni da vescovo di Lugano, accolte da Papa Francesco, durante una conferenza stampa nel Palazzo vescovile. “La sincerità e la totale trasparenza che vi devo dopo il tempo vissuto insieme mi spingono ora a dirvi, senza troppi giri di parole, che, soprattutto negli ultimi due anni, è andata crescendo dentro di me una fatica interiore, che mi ha progressivamente tolto lo slancio e la serenità, richiesti per guidare in maniera adeguata la Chiesa che è a Lugano”, ha aggiunto.
Nelle parole del vescovo dimissionario, le ragioni di questa scelta: “Con il passare degli anni gli aspetti pubblici di rappresentanza, di governo istituzionale e di gestione finanziaria e amministrativa, che sono sempre stati lontani da tutto ciò che le inclinazioni naturali e il ministero mi avevano portato a coltivare in precedenza, sono diventati per me insostenibili, nonostante la presenza di validi e competenti collaboratori, a cui va sin da ora tutta la mia riconoscenza – spiega il presule -. Molte volte la necessità di esercitare un’autorità, che non può fare a meno anche di strumenti giuridici e disciplinari per assicurare il bene comune in determinate circostanze, ha messo a dura prova la maniera per me più spontanea e connaturale di entrare in relazione con le persone”.
Infine, mons. Lazzeri ha ribadito di aver “sempre fatto il possibile per non sottrarmi alle mie responsabilità di vescovo, ma mi sono reso conto che lo sforzo e la continua tensione che ciò mi imponeva mi hanno portato interiormente sempre più lontano da quello che sono e, in parte, anche da quello che continuo a ritenere essere il mio vero compito di pastore e di padre”. “Ve lo dico a cuore aperto: non riesco più a immaginarmi nella posizione che finora ho cercato sinceramente e con tutto il cuore di fare mia; non riesco più a vedere un modo di interpretare e di vivere la missione di vescovo di Lugano autentico e sostenibile per me e, di conseguenza, veramente proficuo per tutti”.

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