Crisi energetica: Mattarella, “ragioni di mercato sembrano creare ostacoli, rimuoverli è responsabilità delle istituzioni” ma “solo l’Ue può farlo”

(Foto: Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

“Assistiamo a un’impennata dei prezzi dell’energia che è attribuibile soltanto in parte a scarsità di approvvigionamenti, ma trova radice in azioni speculative che minacciano la vita di migliaia di aziende e mettono in allarme tantissime famiglie. A questo va posto rimedio”. Lo ha sottolineato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento in occasione della cerimonia di consegna delle insegne di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito del lavoro” ai Cavalieri del lavoro e degli attestati d’onore ai nuovi Alfieri del lavoro.
Il Capo dello Stato ha rilevato come “si palesano i rischi di emarginazione sociale, di recessione, di inflazione, con impoverimento della base produttiva del Paese. Nel nostro, come in tutti i Paesi europei”. “L’Unione europea ha saputo rispondere con forti iniziative comuni alla pandemia e ai duri contraccolpi sociali ed economici che ne sono derivati. Lo ha fatto con scelte coraggiose, di portata e contenuti inediti”, ha proseguito Mattarella, secondo cui “si è trattato di una svolta maturata proprio nel segno della condivisione dei rischi e delle politiche necessarie alla ripartenza. Questa scelta ha dato respiro all’Unione europea, riconciliando anche le istituzioni con i suoi cittadini”. E se “con la pandemia l’Europa ha dimostrato di saper imparare dai propri errori e di voler governare le condizioni difficili”, per il presidente oggi “occorre proseguire con questo intento anche nell’attuale crisi”. “Le ragioni del mercato dell’energia sembrano creare ostacoli, ma la responsabilità delle istituzioni è esattamente quella di rimuoverli”, ha ammonito Mattarella, secondo cui “soltanto l’Unione Europea ha la forza per farlo, intervenendo sugli automatismi dei prezzi, sui rialzi spropositati, sulle speculazioni intollerabili a danno dei cittadini: imprese e famiglie vanno protette nelle fasi più acute della crisi perché diversamente si pregiudica il domani”. “Il raffreddamento dei prezzi delle materie prime energetiche – ha spiegato – deve combinarsi con il potenziamento del Piano europeo per l’energia che, con il coinvolgimento della Banca europea degli investimenti, è stato messo in campo per affrontare la crisi. Comprendendo che l’illusione di risposte nazionali su questo terreno è destinata a restare tale, l’Europa ha deciso di adottare politiche straordinarie per accompagnare la ripartenza e per accelerare verso la sostenibilità e l’innovazione, in modo da rendere il Continente un’avanguardia dell’economia di domani”.

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