60° Concilio Vaticano II: mons. Giuliano (Lucera-Troia), “la Chiesa ne sta ‘assimilando’ l’insegnamento e lo ‘spirito’”

“Viviamo in pieno tempo postconciliare: la Chiesa sta ‘assorbendo’ il Concilio che ne ha ringiovanito il volto, ne ha rinvigorito il passo, ne ha rinnovato la missione. La Chiesa sta ‘assimilando’ – e ne avrà ancora per del tempo – l’insegnamento e lo ‘spirito’ del Concilio”. È il pensiero del vescovo di Lucera-Troia, mons. Giuseppe Giuliano, condiviso con la comunità diocesana in occasione del 60° anniversario dell’inizio del Concilio Ecumenico Vaticano II.
“Due grandi e santi Pontefici – osserva il vescovo – ne hanno permesso l’indizione e la realizzazione: Papa Giovanni XXIII, nella giovinezza dello Spirito, lo ha voluto; Papa Paolo VI ne ha ereditato il desiderio e lo ha concretizzato facendolo diventare, tra l’altro, progetto della Chiesa intera”. “Personalmente – prosegue mons. Giudice – sono cresciuto ‘nell’aria’ del Concilio. Ero poco più che un bambino quando ascoltai, per la prima volta, la parola che ha accompagnato i miei anni di cristiano: ‘concilio’. Ne vidi le immagini televisive, senza rendermi conto pienamente della straordinarietà dell’evento, ma restando incantato dinanzi alla scia di vescovi che, da ogni parte del mondo, erano giunti a Roma ed entravano in solenne processione nella basilica di San Pietro”. “Gli anni di impegno laicale in Azione Cattolica – sottolinea il vescovo – sono stati accompagnati dall’accostamento ai testi conciliari. E lo studio di essi ha scandito la mia formazione al ministero e la pastorale del mio presbiterato”. “Ora, da vescovo, mi rendo sempre più conto dell’attualità di quei documenti, della ricchezza dottrinale e spirituale che da essi promana”, rivela mons. Giudice, che aggiunge: “A sessant’anni dall’inizio del Concilio un’affermazione mi ritorna alla mente e al cuore con molta consolazione e con molta insistenza. Si tratta di un’affermazione semplice e ‘rivoluzionaria’ circa la universale vocazione alla santità che raggiunge la Chiesa e tutti i membri di essa”.

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