Diocesi: Caritas Cuneo e Fossano, presentati i dati sulla povertà. Busso, “emergenze istruzione, lavoro e casa”

I dati raccolti dagli sportelli Caritas della diocesi di Cuneo-Fossano e di quelli parrocchiali mettono in luce tre problematiche emergenti, ha spiegato Giovanna Busso, responsabile Osservatorio delle povertà della Caritas diocesana, presentando questa mattina i dati relativi alla povertà nel 2021. La prima riguarda l’istruzione: “la povertà economica e sociale è legata al titolo di studio”, il dato che emerge. Infatti a Fossano il 38% delle persone ha solo licenza media, il 16% di scuola superiore; su Cuneo, il 44% ha solo licenza media il 19% un diploma. Colpisce il fatto che “per gli italiani non si comprende l’importanza di migliorare la propria formazione e si impegnano di meno sia sul fronte dell’istruzione in generale sia sul fronte professionale”. Gli stranieri sono in proporzione più istruiti. Una lacuna molto penalizzante è quella della formazione digitale, sia per i volontari che per i beneficiari dei servizi: in un tempo di elevata digitalizzazione dell’accesso ai servizi e alle istituzioni, “non saper accedere a questi sistemi taglia fuori tante persone”. La seconda problematica è certamente il lavoro: non è tanto una questione di mancanza di posti di lavoro quanto di “occupazioni non dignitose”: contratti brevi, paghe orarie basse, tempo di lavoro irrisorio, assenza di previdenza sociale, tutte cose possibili perché “si sfrutta l’ignoranza e il bisogno delle persone”. Il problema lavoro riguarda il 40% degli utenti a Fossano, il 60% su Cuneo, percentuale che nei primi mesi del 2022 è salita al 74%. Il terzo aspetto è quello della casa: per chi ha l’abitazione è difficile fare fronte ai costi (e cresce la richiesta di sostegno per pagare le utenze domestiche), quasi impossibile trovare soluzioni abitative per chi viene sfrattato. Gli alloggi a disposizione delle Caritas sono 35, ampiamente insufficienti per le richieste.
Accorato l’appello agli enti pubblici, in generale per l’assenza di politiche abitative in questi ultimi anni, in particolare per la presenza di molti alloggi di edilizia sociale vuoti perché necessitano di interventi di ristrutturazione mai compiuti. Diverse le contraddizioni registrate sul territorio: in un tempo in cui c’è la necessità di efficientamento energetico, i poveri vivono in case energivore per cui i proprietari non hanno interesse a investire denaro; le persone di colore sono sistematicamente escluse dai circuiti delle agenzie immobiliari; la disponibilità enorme registrata per rispondere all’emergenza ucraina (sia in termini di messa a disposizione di appartamenti, sia per aiutare e accompagnare le famiglie accolte) si azzera per i migranti di altra provenienza. “Ci sono persone che non sono ascoltate da nessuno, invisibili, che hanno problemi drammatici che nessuno conosce. Noi vogliamo dare voce a queste persone”, ha ricordato Busso, richiamando alla necessità di creare reti, tra enti pubblici, privati, associazioni di categoria per affrontare il problema della povertà.

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