Diocesi: Gaeta, a Itri torna la festa religiosa e civile in onore di San Paolo della Croce, fondatore dei Passionisti

“Dopo due anni di completa sospensione, a causa della pandemia, ritorna ad Itri (Lt) la festa religiosa e civile in onore di San Paolo della Croce, fondatore dei Passionisti”: lo comunica padre Antonio Rungi, delegato arcivescovile della vita consacrata della diocesi di Gaeta e vice-superiore della comunità passionista locale.
“Dal 19 al 23 ottobre 2022 – precisa padre Rungi – saranno 5 giorni di preghiera per impetrare la pace per l’Europa e il mondo, che si svolgeranno nella chiesa dei Passionisti di Itri, dedicata alla Madonna di Loreto, sulla collinetta, ove si erge il luogo di culto e il convento, entrambi in fase di ristrutturazione”.
A segnare la storia di questo luogo di preghiera e memoria di San Paolo della Croce anche l’allestimento di un museo dedicato proprio alla storia dei passionisti nel Lazio e specialmente nella Ciociaria e Sud Pontino. San Paolo della Croce, infatti, visse per alcuni anni tra Gaeta e il santuario della Civita dagli anni 1722 al 1726 ed eresse personalmente i conventi di Ceccano (1748), Falvaterra (1751), Terracina (1752) e Paliano (1755).
“Riprendendo una consolidata tradizione – afferma padre Rungi – quest’anno la Festa di San Paolo della Croce si svolgerà regolarmente, secondo un dettagliato programma che i passionisti di Itri-Civita hanno predisposto per far partecipare i fedeli e i tanti devoti del fondatore dei Passionisti, che percorse buona parte del territorio dell’arcidiocesi di Gaeta nel suo peregrinare da una parte all’altra dell’Italia negli anni di fondazione e ampliamento del suo istituto missionario”.
Scrivono i padri nella presentazione della festa di quest’anno: “San Paolo della Croce fu un uomo di pace sia all’interno della Congregazione sia all’esterno con il suo vasto impegno missionario, di direttore spirituale, di mistico e pastore zelante, attento ai bisogni dei fratelli. Per arrivare a tale stato di perfezione intraprese un lungo cammino di conversione, a partire dal 1715 quando inizialmente accolse l’invito lanciato da Clemente XI ad arruolarsi come crociato per difendere Venezia dai Turchi; ma comprese ben presto di non essere stato chiamato ad una difesa armata della fede, ma alla difesa spirituale della chiesa e della società. La prima svolta a cambiare vita avvenne nel 1720, quando si sentì spinto interiormente a ritrarsi in solitudine a Castellazzo Bormida per fare ‘vita penitente con altissima povertà’. L’anno successivo ebbe l’illuminazione di ‘radunare compagni perché vivessero insieme per annunciare agli uomini il Vangelo di Cristo’. Così inizia il cammino della pace interiore di San Paolo della Croce. In questo difficile momento della storia dell’umanità, con tante guerre in atto ci rivolgiamo a San Paolo della Croce, in questi giorni di festa in suo onore, perché ottenga per l’Europa e il mondo intero il dono sempre attuale della pace, che Cristo è venuto a portare sulla terra con la sua passione e morte in croce”.

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