Chiesa e sport: Pancalli (Cip), “per noi un rapporto scontato. Sport è medicina sociale”. Abodi (Ics), “sport e cultura difese immunitarie sociali da rafforzare”

“Il rapporto tra Chiesa e sport è scontato per noi paralimpici, ed anche il concetto di ripartenza e dell’insieme ci appartengono”. Lo ha detto il presidente del Comitato parilimpico Luca Pancalli, intervenuto oggi all’incontro “Chiesa e sport. Ripartiamo insieme”, promosso dal Pontificio Consiglio della cultura, dalla Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport e dall’Ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Cei.  “Gli atleti paralimpici – ha aggiunto – sono la dimostrazione vivente di quanto l’essere umano riesca a esprimere in termini di resilienza. Ma senza la comunità e la partecipazione di altri soggetti, in primis le famiglie, questa resilienza non potrebbe mai esprimersi. Lo sport nel mondo paralimpico è uno strumento straordinario, e la sua straordinarietà è stata percepita forse più che in qualsiasi altro momento durante la pandemia” perché “rappresenta una vera medicina sociale che aiuta i disabili a mettere in moto la resilienza dopo  avere percepito l’urto”.
Due, per Andrea Abodi, presidente dell’Istituto per il credito sportivo (Ics) , le “difese immunitarie sociali da rafforzare: sport e cultura”. “Abbiamo la responsabilità – ha spiegato – di contribuire insieme agli altri allo sviluppo armonioso delle strutture fisiche, ma riteniamo sia importante dare il giusto valore anche alle infrastrutture immateriali che consentano di dare un senso a chi vive le altre strutture”. Tra queste Abodi ha richiamato anche i 6mila oratori italiani, 2mila dei quali solo in Lombardia.

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