Cile: la leader indigena mapuche Elisa Loncón eletta presidente della Costituente. Preghiera interreligiosa nel palazzo presidenziale di La Moneda

(Foto ANSA/SIR)

Non poteva essere più dirompente, l’avvio della Costituente in Cile. L’assemblea incaricata di redigere la Carta che supererà quello scritta ancora ai tempi di Pinochet sarà guidata da un’indigena mapuche, l’insegnante e docente universitaria Elisa Loncón, storica attivista della popolazione nativa. La nuova presidente della Costituente ha ottenuto 96 voti, e dopo l’elezione ha salutato sventolando la bandiera del popolo mapuche. “Questo sogno è un sogno dei nostri antenati. Questo sogno diventa realtà. È possibile rifondare il Cile, stabilire una nuova relazione”, ha detto.
Quindi, la presidente ha salutato il “popolo del Cile dal nord alla Patagonia, dal mare alle Ande” e ha ringraziato il sostegno delle “diverse coalizioni che hanno dato la loro fiducia e riposto i loro sogni nel richiamo della nazione mapuche” sostenendo la sua candidatura, e ha promesso “una direzione collettiva a rotazione” durante i lavori della Costituente.
“Abbiamo stabilito che questa sarà una direzione a rotazione, che darà spazio a tutti i settori”, ha detto. Loncón ha poi affermato che opererà a nome di tutto il popolo cileno, di tutti i settori, di tutte le regioni, guardando a un Cile “plurinazionale e interculturale”, attento alle donne, ai minori e alle minoranze. È possibile “stabilire un nuovo rapporto tra tutte le nazioni che compongono questo Paese”, ha concluso, preannunciando che la nuova Carta tutelerà “la madre terra e l’acqua”, oggi considerata bene privato.
La presidente dell’Assemblea ha 58 anni, è originaria di Lefweluan, nell’Araucanía. È insegnante di Inglese e linguista, insegna alle Università di Santiago e di Leiden (Olanda).

(Foto: Conferenza episcopale del Cile)

Ieri si è pregato per il buon esito della Costituente in tutte le chiese e nel palazzo presidenziale di La Moneda, a Santiago, è stato vissuto un momento di preghiera interreligioso, promosso dall’Ufficio nazionale per le questioni religiosi del Governo cileno.
Per la Chiesa cattolica, ha partecipato il vescovo Juan Ignacio González, vescovo di San Bernardo, in rappresentanza del Comitato permanente della Conferenza episcopale cilena, che ha dichiarato al termine del momento di preghiera: “Siamo venuti a pregare insieme ai nostri fratelli delle diverse confessioni del Cile per chiedere questi nostri fratelli e sorelle che sono stati scelti come costituenti siano illuminati. La presenza della fede nelle sue varie manifestazioni è una realtà essenziale nella vita sociale di tutti, di tutti gli uomini. Ecco perché crediamo che questo atto qui, nel cuore del Cile, nel cuore del nostro Paese, sia veramente onesto e autentico; si vuole chiedere al Signore Dio, l’Altissimo, di guidare tutti questi nostri fratelli che oggi tra poco inizieranno quest’opera, che è la più importante che il Paese possa chiedere ai suoi cittadini”.

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