Ambrosianeum: Rapporto su Milano, “Ripartire: il tempo della cura”. Lodigiani, “un modo nuovo di essere e fare città”

La curatrice del Rapporto 2021, Rosangela Lodigiani

Il “Rapporto sulla città Milano 2021”, intitolato “Ripartire: il tempo della cura”, presentato oggi nella sede della Fondazione Ambrosianeum, affronta numerosi aspetti del “volto della metropoli” alla luce della crisi generata dal coronavirus. L’introduzione, intitolata “La forza della città fragile” è affidata alla curatrice Rosangela Lodigiani, intervenuta al dibattito milanese. Nel volume figurano dunque i seguenti capitoli: “La città che sta nel mezzo” (di Elena Granata); “Pandemia, spazi urbani, disuguaglianze: ripensare la città” (Gabriele Pasqui); “Chi cura la polis del futuro? Attori e livelli istituzionali oltre l’emergenza (Davide Zanoni); “Ecosistemi culturali (e giuridici) per la cura della città” (Barbara Lilla Boschetti); “Il lavoro condiviso: la trasformazione degli spazi di coworking durante l’emergenza Covid-19” (Alessandro Gerosa, Cecilia Manzo e Ivana Pais); “Social-lockdown? Le relazioni di vicinato al tempo del Covid-19” (Cristina Pasqualini e Fabio Introini”.
Inoltre: “Accompagnare comunità che curano: esperienze di lavoro sociale ai tempi del Covid-19” (Valentina Calcaterra, Camilla Landi e Chiara Panciroli); “Povertà e reti di solidarietà al tempo della pandemia” (Luciano Gualzetti e Meri Salati); “Ripensare la città attraverso la lente dei diritti dei bambini” (Silvio Premoli); “I maltrattamenti domestici durante la pandemia: le donne vittime e protagoniste di un futuro diverso” (Carla Lunghi); “La salute a Milano al tempo della pandemia” (Vittorio Carreri); “Prendersi cura, sempre” (Alfredo Anzani); “Ricostruire un futuro per gli anziani” (Giorgio Lambertenghi Deliliers).
L’introduzione al Rapporto 2021, firmata dalla curatrice del volume Rosangela Lodigiani, prende le mosse dalla dichiarazione esplicita dell’obiettivo della ricerca: “Puntare lo sguardo su alcuni dei risvolti sociali ed economici, istituzionali ed urbanistici di questa transizione… con l’ambizione di portare un contributo di idee per un nuovo modo di ‘essere e fare’ città, per rigenerare i luoghi e i legami, le forme della partecipazione e della contribuzione al bene comune”. Da qui una considerazione: “Puntare l’attenzione primariamente sulla dimensione medico-sanitaria dell’emergenza Covid-19 è stato, ed è ancora, tanto necessario quanto riduttivo”, scrive Lodigiani, che propone quindi un inevitabile “approccio sindemico” che corrisponde alla natura, appunto, “sindemica” del Covid, le cui conseguenze risentono ovunque dell’“intreccio sinergico della componente sanitaria con fattori di carattere sociale, ambientale ed economico”.

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