Coronavirus Covid-19: missionario laico Aristide Gazzotti (Cochabamba) al Sir, “in Bolivia manca l’ossigeno, ma lo Stato dov’è?”

“Manca l’ossigeno, ma lo Stato dov’è?”. È l’allarme che arriva da Cochabamba, in Bolivia, da Aristide Gazzotti, missionario laico originario della provincia di Reggio Emilia. La sua attività principale è la gestione della Cittadella dell’Arcobaleno, che dà accoglienza a minori in situazione di disagio, fragilità o malattia, insieme alle loro famiglie. Ma Gazzotti circa un anno fa si è trasformato in un vero e proprio “angelo dell’ossigeno”, recuperando bombole in tutti i modi possibili e portandolo nelle case, anche con notevole rischio a livello personale. Un anno dopo la situazione è di nuovo drammatica e il missionario è tornato a darsi da fare praticamente 24 ore su 24. Ufficialmente, i numeri dei contagiati in Bolivia non sono elevatissimi (ieri circa 4mila in tutto il Paese, con 80 decessi). Ma la realtà descritta da Gazzotti è ben diversa. E del resto basta relativamente poco per mandare in tilt la praticamente inesistente sanità boliviana. “Soprattutto a Santa Cruz e qui a Cochabamba la situazione è al collasso – spiega il missionario -. Ora finalmente le autorità sembrano essersi svegliate, hanno chiesto aiuto al Cile per far arrivare bombole, stanno arrivando tre carri cisterna, 30 tonnellate di ossigeno liquido, che andranno però negli ospedali”. Intanto “la gente continua a morire nelle case”. Spesso, l’unico ossigeno che c’è è quello distribuito direttamente nelle case di Aristide, che per esempio un paio di giorni fa è andato a trovare una famiglia, papà, mamma e quattro figli, tutti contagiati con il Covid-19.

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