Povertà educativa: Osservatorio #conibambini, “il 54% dei ragazzi svantaggiati raggiunge risultati insufficienti nelle prove di italiano”

“I divari educativi dipendono anche dalla condizione di partenza”. Lo sottolinea il rapporto nazionale “Scelte compromesse. Gli adolescenti in Italia, tra diritto alla scelta e povertà educativa minorile” dell’Osservatorio #conibambini, promosso da Openpolis e Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Ed è proprio nell’adolescenza, secondo il rapporto, presentato stamattina on line,  che “emergono in modo forte i divari negli apprendimenti, troppo spesso collegati con l’origine sociale, che avranno un’influenza nella successiva scelta di abbandonare la scuola. L’abbandono scolastico prima del tempo, più frequente dove ci sono fragilità sociali, è l’emblema di un diritto alla scelta che è stato compromesso. E spesso non è che la punta dell’iceberg: dietro ogni ragazzo e ragazza che lascia la scuola anzitempo ci sono tanti fallimenti educativi che non possono essere considerati solo problemi individuali o delle istituzioni scolastiche. Sono fallimenti per l’intera società nel preparare la prossima generazione di adulti”.
Il rapporto spiega: “Chi ha alle spalle una famiglia con status socio-economico-culturale alto nel 54% dei casi raggiunge risultati buoni o ottimi nelle prove di italiano. Per i loro coetanei più svantaggiati, nel 54% dei casi il risultato è insufficiente”. E “i 2/3 dei figli con entrambi i genitori senza diploma non si diplomano a loro volta”.

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