Musica e cinema: mons. Viganò (Santa Sede), “le opere di Morricone straordinariamente popolari, anche tra i giovani”

“Sono numerosi i compositori che hanno prestato il proprio talento creativo al mondo della produzione cinematografica, eppure le opere di Morricone sono musiche divenute straordinariamente popolari, ben oltre la dimensione cinematografica, sollecitando un ampio e vivo interesse anche in fasce di pubblico giovanili”. Lo ha detto oggi mons. Dario E. Viganò, vice cancelliere della Pontifica Accademia delle Scienze sociali, nel suo intervento al Conservatorio statale di Musica “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza per l’inaugurazione dell’anno accademico 2021/2022 nel Duomo. “Queste musiche di larga diffusione hanno acquisito una vita indipendente dall’opera filmica per cui sono state concepite e realizzate – ha osservato mons. Viganò -. Si potrebbe dire allora che l’efficacia di queste opere composte per il grande schermo si manifesta nell’acquisizione di una singolare autonomia semiotica, nella capacità di configurarsi come un prodotto culturale autonomo, proprio nell’insieme di processi traduttivi di cui sono parte integrante. In altri termini si tratta di composizioni che acquisiscono una forte valenza simbolica, al punto da assumere in alcuni casi lo status di vere e proprie “icone” culturali”.
Il vice cancelliere ha, inoltre, sottolineato che “l’efficacia semiotica di un’opera è testimoniata oltre che dalla singolarità dell’esperienza fruitiva che essa genera, anche dalla quantità, dalla varietà e dalla originalità delle rielaborazioni che assume nel corso del tempo, intese nel senso di riscrittura, dunque di traduzione, sia con riferimento al linguaggio musicale sia nell’insieme delle potenzialità espressive che derivano dall’incontro con altri linguaggi, in particolare con le immagini in movimento”. Il riferimento è alle forme di “adattamento e di riscrittura di un’opera musicale che ne riattualizzano il senso, fino a potenziarne in alcuni casi l’efficacia”. “Come le pratiche del remix o del mash-up, reinvenzioni di un originale che da un lato testimoniano della rilevanza estetica di un’opera, dall’altro ne estendono la portata e la circolazione, consentendo di raggiungere nuovi profili di utenti”.

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