Coronavirus Covid-19: Mattarella, “senza la comunità scientifica, il mondo sarebbe in ginocchio”

(Foto: Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

“Senza cultura, senza l’istruzione cui dobbiamo la capacità di resistenza al dramma della pandemia, senza questa straordinaria opera tempestiva, veloce, approfondita della comunità scientifica internazionale, il mondo sarebbe in ginocchio di fronte alla pandemia”. Lo ha detto oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2021-2022 dell’Università degli studi di Enna “Kore”.
Ricordando che “il virus che circola del Covid-19 potrebbe essere raccolto in una lattina”, il capo dello Stato ha evidenziato: “Questa piccola dimensione, questa piccola entità ha condotto alla morte milioni di persone nel mondo, ha messo in crisi le economie di tutto il mondo, ha messo in difficoltà gli Stati più potenti del mondo. Lo abbiamo fronteggiato soltanto perché la cultura, la comunità scientifica ha collaborato a livello internazionale in maniera intensa, aperta, integrata, scambiando conoscenze, esperienze, scoperte, dati”.
Mattarella ha osservato: “In una stagione in cui nel mondo riemergono intensamente tensioni, contrapposizioni, rischi di scontri armati, il contrasto tra questo panorama e quello della comunità scientifica che a livello internazionale ha collaborato senza confini per difendere l’umanità da un nemico comune è illuminante. Lo è in prospettiva ancor di più”.
Rispetto al rischio che “quasi un milione di virus sono suscettibili di passare all’uomo dal mondo della natura”, il presidente della Repubblica ha sottolineato l’importanza di “attrezzarsi nella crescente mobilità che nel mondo si realizza per evitare il pericolo di nuove pandemie, che auspichiamo non si verifichino, ma che sono possibili”.
“Questo – ha proseguito – è possibile soltanto se vi è una grande, piena collaborazione internazionale, una grande, piena integrazione che nella comunità scientifica sta continuando ma che richiede anche la collaborazione, l’integrazione, l’apertura reciproca alla collaborazione da parte degli Stati nella comunità internazionale”. E “quale richiamo più forte e convincente di questo? Un nemico comune che mette a rischio il genere umano dovrebbe esortare a trovare le ragioni dell’integrazione, del colloquio, del dialogo, della collaborazione”.
Anche in questo, secondo il capo dello Stato, “si conferma il ruolo trainante, centrale, decisivo della cultura, della scienza, il ruolo decisivo nel fornire all’umanità prospettive positive di collaborazione, di crescita, di difesa, di rafforzamento della condizione umana”. Questo, ha concluso, “è un ulteriore elemento che rafforza la consapevolezza della centralità della cultura e dell’istruzione. Questa centralità, decisiva per le sorti del mondo e del genere umano, è affidata in larga misura alle Università e, nel nostro Paese, è il compito che ad esse è affidato. E proprio per questo rivolgo a tutte le Università, ancora una volta, l’apprezzamento per quanto fanno e l’augurio più grande”.

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