Migrazioni: si è svolto oggi a Roma l’incontro bilaterale tra le Commissioni episcopali per le migrazioni delle Conferenze episcopali di Svizzera e Italia

Si è svolto oggi a Roma, presso la sede della Fondazione Migrantes, l’incontro bilaterale tra le Commissioni episcopali per le migrazioni delle Conferenze episcopali di Svizzera e Italia. Erano presenti mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, presidente della Commissione episcopale per le Migrazioni della Cei e della Fondazione Migrantes; Mgr Jean-Marie Lovey, Evêque de Sion, presidente de la Commission de Migration de la Conférence des évêques suisses; Don Giovanni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes; Karl-Anton Wohlwend, nationaldirektor Migratio; don Egidio Todeschini, coordinatore nazionale delle Missioni cattoliche di lingua italiana (Mcli) in Svizzera per il quinquennio 2022/2026 e don Carlo De Stasio, attuale coordinatore nazionale delle Mcli in Svizzera.
Dopo i saluti iniziali del presidente di mons. Perego, si è discusso della situazione della mobilità italiana in Svizzera e dell’accompagnamento pastorale che oggi è garantito da 53 sacerdoti in 47 Missioni cattoliche di lingua italiana nel Paese elvetico dove vivono, secondo i dati del Rapporto Italiani nel mondo della Fondazione Migrantes, 639mila italiani.
Attualmente le Mcli sono raggruppate in sei regioni pastorali e sono coordinati da un coordinatore nazionale. Fulcro della vita comunitaria è la celebrazione eucaristica domenicale oltre alla preparazione e celebrazione di tutti i Sacramenti.
In molte Mcli sono presenti gruppi e movimenti ecclesiali oltre a volontari impegnati in progetti di accoglienza e integrazione per richiedenti asilo e rifugiati.
“Nell’incontro è emersa la proficua collaborazione tra la Chiesa Italiana e la Chiesa Svizzera per l’accoglienza dei nostri emigrati, prima comunità straniera per numero di presenze nel Paese elvetico. I sacerdoti italiani saranno sempre più coinvolti – è stato sottolineato – nel lavoro pastorale con le parrocchie locali mentre è sempre più necessaria la presenza di laiche e laici che già lavorano per le comunità di lingua italiana. Una presenza molto apprezzata dalla Chiesa svizzera”.
Per mons. Perego, invece, l’incontro di oggi è stato molto importante “per condividere un progetto di evangelizzazione in una Chiesa cattolica elvetica dove il 40% dei cattolici sono migranti e la comunità cattolica di lingua italiana è la più numerosa”.

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