Francia: mons. Aupetit (Parigi), “reportage Le Point uno choc per me, mi sono chiesto se davvero c’erano così tante persone che desideravano che me ne andassi”

“Innanzitutto vorrei dire che sono profondamente dispiaciuto per i problemi provocati nei fedeli che hanno già attraversato tante prove a partire dall’incendio di Notre-Dame, il Covid, il Rapporto della Ciase e che oggi si ritrovano di fronte a questo articolo del giornale Le Point che mi riguarda. Vi confido che anche per me è stato uno choc leggerlo e mi sono chiesto se davvero c’erano così tante persone che desideravano che me ne andassi”. Comincia con queste parole il messaggio audio che l’arcivescovo di Parigi, mons. Michel Aupetit, ha diffuso questa mattina attraverso il consueto appuntamento settimanale che intrattiene con i fedeli della diocesi. Per la prima volta, l’arcivescovo prende la parola direttamente dopo essere stato al centro di un duro reportage sia sulla sua persona sia sulla gestione della diocesi apparso sul settimanale francese Le Point, a seguito del quale mons. Aupetit ha rimesso il mandato a Papa Francesco. “Il rifugio nella preghiera – confida l’arcivescovo – e il sostegno di numerosi preti di Parigi, dei seminaristi, dei fedeli, degli amici mi hanno dato conforto e mi hanno permesso di tenere duro in questi ultimi giorni. Li ringrazio dal profondo del cuore per la fiducia e la testimonianza di affetto che mi hanno dato”. Aupetit entra quindi nel merito delle due principali questioni sollevata da Le Point. La prima è quella della “governance” e le “accuse di negligenza”. “Certo, è normale che le decisioni che si prendono possono generare frustrazioni e causare amarezze”, dice. “Ma non le prendo mai da solo. Sono circondato da numerosi consiglieri. Sono preti, diaconi e laici e ho sempre auspicato che sempre più donne potessero partecipare attivamente perché considero insostituibile il loro apporto di discernimento. Ma è anche vero che per quanto una decisione sia presa in comune, occorre che io debba assumerla e prendermene la responsabilità e con essa anche i possibili malcontenti che può generare”. “L’altro fatto, molto sconcertante, sarebbe – prosegue Aupetit – la rivelazione di una relazione intima che avrei avuto come prete dieci anni fa, rivelata da una mail che è stata inviata al mio indirizzo e condivisa con il mio segretario all’epoca. Chi mi conosceva allora, e che condivide con me la mia vita quotidiana, può certamente testimoniare che non ha mai vissuto una doppia vita come lascia intendere l’articolo. Riconosco – come ho già detto – di aver gestito male la situazione con una persona che si è manifestata a più riprese nei miei confronti. Questo errore l’ho confidato al mio direttore spirituale e le autorità ecclesiastiche ne sono state messe al corrente”. Il messaggio si conclude: “Oggi, come ogni giorno, rimetto la mia vita nelle mani del Signore come ho fatto il giorno della mia ordinazione”.

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