Religiosi: p. Lepori (Usg), “sinodalità con le superiori generali per essere testimonianza feconda per tutto il popolo di Dio”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“La sinodalità Usg e Uisg è un campo che in futuro non possiamo non coltivare, perché sarebbe come andare contro ciò che lo Spirito dice alla Chiesa e alla vita consacrata in particolare. Un campo e un’esperienza dove possiamo anche essere di una testimonianza feconda per tutto il popolo di Dio”. Così padre Mauro Giuseppe Lepori, abate generale dell’Ordine cistercense e membro del Consiglio esecutivo dell’Usg (Unione superiori generali), aprendo la 96ª Assemblea dell’Unione una relazione sul tema “Per una Chiesa sinodale: il contributo della Vita consacrata”. Presentando una valutazione del triennio dell’Esecutivo dell’Usg, che verrà rinnovato domani, padre Lepori ha ricordato che “sono stati tre anni evidentemente segnati, per almeno la metà del mandato, dalla pandemia di Covid 19”: “Sappiamo tutti come questa circostanza universale ci ha cambiato la vita. Anche il funzionamento dell’Esecutivo è passato dalle riunioni presenziali a quelle virtuali. Se ci sono mancati i pasticcini che trovavamo in sede, il primo vantaggio evidente per tutti è stato che da allora abbiamo avuto quasi sempre riunioni dell’Esecutivo al completo. Prima non succedeva quasi mai. E questo è stata non solo un’occasione di miglior lavoro, dialogo, organizzazione, ma anche di scambio di informazioni, di solidarietà, a volte di compassione e consolazione reciproche per qualche grave situazione che avveniva nei nostri Ordini”.

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