Vita consacrata: Cerreto Sannita, le suore pallottine dopo 103 anni lasciano l’unica comunità della Valle Caudina

“Un altro pezzo della nostra storia locale e di vita esemplare, alla luce del Vangelo della carità e del servizio all’infanzia, soprattutto più bisognosa, va via dalla città di Airola, da domani in poi”. Lo dice padre Antonio Rungi, delegato arcivescovile della diocesi di Gaeta, originario di Airola, alla notizia della partenza definitiva delle suore pallottine da Airola e dall’intera Valle Caudina. “Quella di Airola era l’unica presenza – precisa padre Rungi – in questo territorio delle Figlie spirituali di san Vincenzo Pallotti”. Domani mattina, domenica 21 giugno, alle 10, sarà mons. Domenico Battaglia, vescovo di Cerreto-Telese Sant’Agata de’ Goti, a presiedere la Messa del saluto finale, nella chiesa dell’Annunziata, in Airola (Bn), per la conclusione dell’esperienza apostolica delle suore Pallottine nella cittadina della Valle Caudina.
Oltre alle tre Suore Mary, Clementina e Clara, che costituiscono l’attuale comunità di Airola, partecipano alla Messa di ringraziamento per il lavoro svolto, in 103 anni di storia e di presenza, la madre generale delle Suore dell’Apostolato cattolico (Pallottine), suor Ivete Garlet e la madre provinciale, suor Daniela Siniscalchi, oltre a rappresentanti delle istituzioni locali.
Le Pallottine giunsero ad Airola per la prima volta 103 anni fa, assumendo la direzione e la gestione della scuola d’infanzia “Regina Elena”. Lasciano per mancanza di personale e di vocazioni.
A portare avanti, da settembre, la scuola dell’infanzia “Regina Elena” di Airola, nella struttura, finora gestita dalla suore pallottine, saranno le suore francescane mariane. Il passaggio delle consegne avverrà appunto nel corso della celebrazione eucaristica di domani mattina, durante la quale la Chiesa locale, la parrocchia e la città di Airola ringrazieranno le suore di san Vincenzo Pallotti “per la straordinaria ed incisiva opera educativa svolta in tutta la Valle Caudina, in 103 anni di ininterrotta presenza sul territorio, a favore soprattutto dell’infanzia più abbandonata, dopo il primo e il secondo conflitto mondiale, quando si trattò di ricostruire il Paese anche da un punto di vista educativo, scolastico, assistenziale e culturale”.

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