Messa crismale: mons. Caiazzo (Matera), “ogni sacerdote ha camminato ascoltando la voce sofferta dell’umanità”

“Quanti in questa settimana, dopo aver gustato nuovamente l’Eucaristia, si sono commossi e hanno pianto di gioia! Ogni presbitero, in comunione con la Chiesa, ha camminato e continua a camminare, ascoltando la voce sofferta dell’umanità catapultata improvvisamente dalle sue sicurezze in un mare di incertezze, morte e disperazione”. Lo ha detto mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, arcivescovo di Matera-Irsina, nell’omelia della Messa crismale celebrata stamani in cattedrale. “Non siamo fuori dalla realtà – ha aggiunto rivolgendosi ai sacerdoti presenti -, anche se tutto ci sembra così irreale e incomprensibile. Questo tempo ci appartiene, è il nostro. In quest’oggi cogliamo il tempo del Cristo redentore: ieri, oggi, sempre”. Ricordando che “sinergia e corresponsabilità hanno contraddistinto da sempre la nostra azione, in particolare questi mesi”, il presule ha ribadito che “le stesse ci vengono richieste in maniera più consapevole in questa nuova fase”. “Nella drammaticità di questo momento storico, ci stiamo rendendo conto che c’è bisogno di sobrietà, di stare insieme come fratelli, di guardarci come tali, di aiutarci a camminare sostenendoci a vicenda – ha evidenziato mons. Caiazzo -. Farsi carico della vita dell’altro, fino a dare la vita per gli altri”.
Infine, un annuncio per la festa patronale della Madonna della Bruna. “Non possiamo camminare con Maria e dietro Maria per le strade della nostra città, ma, quest’anno, sarà Maria che verrà nelle parrocchie della città, nelle nostre case”. L’arcivescovo ha annunciato che “da quest’anno, e così sarà ogni sette anni, la festa della Bruna inizierà dal mese di giugno”. “L’Effige della Madonna si metterà in cammino per le strade della nostra città, portata in una macchina affinché nessuno si avvicini, né si creino assembramenti, raggiungendo ogni singola chiesa parrocchiale o santuario, in un orario che solo il parroco o il rettore conoscerà, dove rimarrà un giorno e una notte per la venerazione dei fedeli. Sarà la ‘Peregrinatio Mariae’”. Il primo atto sarà quello di andare all’ospedale a lei dedicato, Madonna delle Grazie.

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