Consulta nazionale antiusura: approvato bilancio 2019. Tra le priorità, lotta all’azzardo e sostegno a famiglie e persone fragili nella pandemia

6.698 ascolti, 800 pratiche e 20.481.205 euro erogati con garanzia di fondi statali. Sono alcuni dei dati che emergono dal bilancio al 31 dicembre 2019, approvato questo pomeriggio dall’assemblea ordinaria annuale della Consulta nazionale antiusura Giovanni Paolo II apertasi a Roma e che proseguirà fino a domani presso il Palazzo Lateranense. Le Fondazioni che hanno realizzato il maggior numero di ascolti sono Santa Maria del Soccorso di Genova con 874, Toscana Prevenzione di Siena Usura con 703, Fondazione San Giuseppe Moscati di Napoli c 648. Per entità dei fondi erogati il primato è della Fondazione di Napoli, seguono le Fondazioni di Siena e Genova.
In 24 anni di attività le Fondazioni associate, che ad oggi sono 32, hanno effettuato 139mila ascolti, istruito 21.996 pratiche ed erogato 454.245.584 euro. Nel 2019 hanno chiesto l’iscrizione alla Consulta le Fondazioni “San Gaudenzio” di Novara e “Goel” di Frosinone.
Tra le sfide attendono la Consulta la necessità, si legge in un comunicato, di “dar corso a diverse modifiche organizzative per dare attuazione alle norme relative alla privacy previste dal Regolamento europeo per la protezione dei dati ed alla trasformazione delle onlus in Enti del Terzo settore come prescritto dal D.Lgs. n. 117 del 3 luglio 2017”. La lotta all’azzardo “continuerà ad essere costante, così come le iniziative per le necessarie modifiche legislative tendenti a contenerne la proliferazione”.
Anche l’interlocuzione con gli Istituti bancari continuerà ad occupare una posizione rilevante nella speranza di giungere ad una convenzione-tipo da stipularsi con un Istituto di credito a carattere nazionale. Tra le sfide inedite quelle legate alla pandemia da Covid 19 che “ha imposto un intervento massiccio ed immediato in favore delle attività produttive e delle famiglie”. Il compito delle Fondazioni “sarà un ulteriore e massiccio sostegno nei confronti dei più fragili e di quanti avranno perso il sostentamento quotidiano” per evitare che ricorrano al “credito illegale”.

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