Dialogo islamo-cristiano: “Sulla stessa barca”, in partenza dal porto di Trapani cristiani e musulmani verso Lampedusa

(Trapani) “Sono felice che si parta da Trapani e si vada a Lampedusa, nel solco che Papa Francesco ha tracciato, in quello storico pomeriggio in piazza San Pietro a sottolineare che tutti i popoli, tutte le religioni, tutte le culture sono sulla stessa barca. Oggi condividiamo la gioia dell’incontro ma anche tutte le sofferenze delle divisioni e delle guerre che caratterizzano questa fraternità ferita. Trapani ha potuto offrire il suo mare, il suo molo. Ci auguriamo che questa sia una tappa di un viaggio che proseguirà a lungo”. Lo ha detto al Sir il vescovo di Trapani, mons. Pietro Maria Fragnelli, anche lui tra i 136 cristiani e musulmani che questo pomeriggio salperanno da Trapani per Lampedusa. Sono i rappresentanti delle maggiori sigle delle comunità islamiche presenti in Italia, i referenti del dialogo islamo-cattolico nelle diocesi italiani nonché membri di movimenti e associazioni. “Sulla stessa barca. Incontro nazionale islamo-cattolico. Viaggio verso una cittadinanza condivisa”, è il titolo che l’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei, insieme ai leader delle principali Comunità islamiche, ha scelto quest’anno per l’iniziativa. È in realtà il passo di un percorso di dialogo cominciato nel 2019 con un incontro alla Grande Moschea di Roma sul tema della “Cittadinanza: diritti e doveri, diversità e uguaglianza” e proseguito nel 2021 a Loppiano incentrato sui temi dell’ambiente nello spirito del Documento di Abu Dhabi. “Il mio augurio – dice il vescovo – è che ci siano sempre tanti laici disponibili a maturare, conoscere e crescere in questo dialogo interreligioso, a scommettere sulla fratellanza universale, perché il documento che è stato firmato ad Abu Dhabi dall’imam di Al Azhar e da papa francesco è davvero una Costituzione di valori che riguarda l’umanità intera”. Ricordando che sono 21mila le persone che, dal 2015 ad oggi, hanno perso la vita nel Mediterraneo e lungo le vie di terra nel tentativo di raggiungere il nostro continente, mons. Fragnelli ha detto: “Questo viaggio in mare in parte vuole continuare quello che ha fatto il Papa venendo a Lampedusa all’inizio del suo Pontificato: richiamare l’attenzione contro l’indifferenza nella quale è caduto il Mediterraneo. Noi ci auguriamo che questo mare possa essere riscoperto sempre di più come un ponte di dialogo e non come un fossato che porta morte. Ci auguriamo che questo mare sia, come disse La Pira, quel Lago di Tiberiade, luogo dove i popoli possono incontrarsi e cercare il Salvatore insieme”.

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