Libano: Ilo, un lavoratore privato su tre ha perso il proprio impiego dopo la ripresa delle ostilità

Un lavoratore del settore privato su tre in Libano non ha più un impiego a causa della nuova escalation del conflitto. È quanto rileva un rapporto dell’Ilo-International labour organization (Organizzazione internazionale del lavoro), che analizza l’impatto delle recenti ostilità sul mercato del lavoro e sulle condizioni economiche dei lavoratori. Lo studio, basato su un’indagine condotta nel maggio 2026 su 2.485 lavoratori del settore privato occupati prima della ripresa del conflitto nel marzo scorso, evidenzia che il 33% degli intervistati non lavorava più al momento della rilevazione: il 28,2% era disoccupato e il 4,7% aveva lasciato il lavoro. Considerando perdita di occupazione e riduzione dei salari, il reddito medio da lavoro è diminuito del 40,4%. Gli effetti più gravi si registrano nelle aree direttamente colpite dai combattimenti, in particolare nel sud del Libano, ma la crisi ha coinvolto anche altre zone del Paese a causa della riduzione delle attività economiche, dell’inflazione e del calo della domanda. Tra i principali fattori di perdita del lavoro figura anche lo sfollamento: oltre due terzi dei lavoratori ancora lontani dalle proprie abitazioni risultavano senza occupazione. La crisi ha colpito soprattutto le categorie più vulnerabili: persone con disabilità, donne, giovani tra 15 e 24 anni, rifugiati siriani e lavoratori con impieghi informali. Anche chi ha trovato una nuova occupazione spesso ha dovuto accettare condizioni peggiori, con redditi medi inferiori del 30,7% rispetto al lavoro precedente. Per l’Ilo, la risposta deve unire interventi umanitari e politiche di rilancio del lavoro, attraverso protezione sociale, sostegno alle imprese, formazione e creazione di nuova occupazione. “La crisi non sta distruggendo solo edifici e infrastrutture, ma anche posti di lavoro, redditi e le fragili basi della vita di molte persone”, ha dichiarato Ruba Jaradat, direttrice regionale dell’Ilo per gli Stati arabi.

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