Diocesi: Caritas Como, la povertà si cronicizza. Cresce il lavoro povero, aumenta il disagio abitativo

La Fondazione Caritas Solidarietà e Servizio Ets della diocesi di Como presenta, per la prima volta in forma organica, un report che fotografa le povertà incontrate nel 2025 nei 14 Centri di ascolto presenti sul territorio diocesano.
“È la prima volta che, come Osservatorio delle povertà e delle risorse della Caritas diocesana di Como, ci proponiamo di analizzare e rileggere in modo organico i dati raccolti dai 14 Centri di ascolto presenti sul territorio della diocesi. Abbiamo sentito l’urgenza di restituire all’intera comunità le povertà che quotidianamente incontriamo sia per dare valore al prezioso lavoro di centinaia di volontari ma soprattutto per mettere a fuoco i bisogni del territorio per poi orientare, programmare e stimolare le scelte future”, spiega Ivana Fazzi, operatrice della Fondazione Caritas e curatrice del report.
I colloqui svolti nel corso del 2025 sono stati 2070 e le persone incontrate 970 (in lieve calo rispetto alle 1084 del 2024). Nel 62% dei casi si è trattato di persone già conosciute, segno di una povertà radicata nella storia di molte famiglie, e il 38% sono nuovi arrivi. Guardando alle provenienze il 43% è rappresentato da cittadini italiani e il 57% da stranieri.
Sono 215 i volontari che, in diocesi di Como, prestano servizio nei 14 Centri di ascolto attivi sul territorio, con una media di circa 15 volontari per sede.
“I Centri di ascolto – spiega Simone Digregorio, direttore della Fondazione Caritas Solidarietà e Servizio Ets – ci restituiscono il racconto di fatiche che non riguardano solo i singoli e le famiglie, ma che sono profondamente intrecciate con il contesto sociale, economico e culturale in cui tutti viviamo. Per questo motivo, leggere questi dati significa anche interrogarsi sulle trasformazioni della nostra comunità andando verso una responsabilità condivisa fatta di ascolto e sinergie, capace di promuovere dignità e inclusione”.
Cresce il “lavoro povero”. Nel territorio diocesano questo si traduce concretamente in contratti part-time, stagionali o a chiamata, salari insufficienti e difficoltà logistiche che rendono la condizione lavorativa instabile e non protettiva. L’area lavoro è segnalata da 9 centri su 14, un dato che racconta come il confine tra occupazione e povertà sia sempre più sottile.
L’emergenza abitativa, segnalata da 12 centri su 14, colpisce italiani e stranieri, famiglie con figli e singoli, giovani e anziani. “Non è raro che il 40% dello stipendio serva a pagare canoni sempre più cari di case sempre più difficili da trovare”.
“Si tratta di dati preoccupanti – commenta il direttore della Caritas diocesana, Rossano Breda – perché evidenziano, rispetto al passato, una cronicizzazione della povertà anche nel nord Italia. Le storie e i dati raccolti ci dicono che uscire dalla povertà diventa sempre più difficile anche nei nostri territori. Certamente per il lavoro povero e i costi delle abitazioni, ma anche per un sommarsi di povertà relazionali, dipendenze e vere e proprie solitudini. Per questo diventa centrale il lavoro da parte dei volontari, che speriamo possano crescere di numero, così da garantire maggior accompagnamento alle persone che si rivolgono a noi. Favorendo al tempo stesso una maggior attivazione dell’intera comunità”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Diocesi