Nuove difficoltà finanziarie per la Chiesa cattolica in Danimarca, che registra un ennesimo non meglio quantificato deficit di bilancio. In una lettera aperta, pubblicata sul sito della diocesi danese, Nik Bredholt, presidente del consiglio parrocchiale della cattedrale cattolica di Copenaghen, avanza proposte concrete per superare la crisi strutturale, legata all’assenza di una tassa ecclesiastica automatica nel Paese e alla forte dipendenza dalle sole offerte volontarie. Bredholt si ispira al modello del Canton Zurigo, in cui le autorità pubbliche trasmettono i dati fiscali alle comunità religiose per parametrare i contributi ai redditi reali dei membri. Oppure un incremento del 50% delle quote che attualmente i cattolici versano come una sorta di “iscrizione”, con rincari spalmati sui prossimi anni: “È una decisione non facile, ma anche la situazione economica non è facile e limita la possibilità che la Chiesa cattolica possa essere una Chiesa viva e presente”, riflette Bredholt che si domanda se la pubblicazione dettagliata dei bilanci potrebbe mostrare come vengono spesi i vostri soldi, in linea con le richieste di trasparenza emerse nel corso del processo sinodale di Roma. Secondo Bredholt, “quando le persone trovano un significato, donano”. E quindi le ipotesi vanno dal “comunicare in modo più attivo in merito al lavoro sociale, al patrimonio culturale, all’istruzione e alla formazione”, raccontare storie positive, oppure sviluppare nuove fonti di reddito sfruttando il valore culturale e storico di alcune comunità e collaborazione con enti turistici. O ancora lavorare sulla visibilità pubblica, mostrando che “far parte di una pratica cristiana e di una comunità cristiana è benefico e vantaggioso”.