Parlamento Ue: allargamento, Commissione valuta di togliere fondi ai Paesi che non fanno le riforme

(Strasburgo) L’analisi dei report 2025 sulla situazione di Ucraina, Moldova e Serbia in vista dell’adesione all’Unione europea segue una riflessione più ampia che il Parlamento porta avanti da tempo proprio sul tema dell’allargamento, visto come “risposta strategica alla nuova realtà geopolitica” e come investimento nella sicurezza e stabilità del continente. Secondo l’Eurocamera, la guerra di aggressione russa contro l’Ucraina ha riportato in primo piano la dimensione politica dell’allargamento, rafforzando l’urgenza di integrare i Paesi candidati che condividono orientamento europeo e riforme strutturali. Al tempo stesso, Parlamento e Commissione insistono sul fatto che l’avanzamento negoziale passi per “risultati verificabili” sullo Stato di diritto, sulla qualità delle istituzioni e sull’allineamento alla politica estera e di sicurezza comune. È in questo quadro che si colloca il Piano di Crescita per i Balcani occidentali, uno strumento da 6 miliardi di euro per il periodo 2024 2027 che lega l’erogazione dei fondi al rispetto di agende di riforma concordate con Bruxelles. Secondo quanto si apprende dagli ambienti vicini alla Commissione, sta prendendo piede l’ipotesi di riallocare le risorse non utilizzate verso i cosiddetti “frontrunner” – Albania, Macedonia del Nord e Montenegro, che guidano il fronte dei Paesi candidati – premiando chi rispetta pienamente gli impegni, mentre Bosnia Erzegovina, Kosovo e Serbia rischierebbero una riduzione dei margini finanziari. La Commissione ha confermato che il regolamento del Fondo permette di riconsiderare la distribuzione dei finanziamenti in base ai progressi compiuti, pur senza indicare al momento decisioni definitive né beneficiari. Per Belgrado, già sotto osservazione per il rallentamento delle riforme e il mancato allineamento ai partner europei sul fronte russo, l’eventuale rimodulazione delle risorse si somma ai nodi politici emersi anche nel dibattito in corso a Strasburgo.

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