Primo e ultimo trimestre di gravidanza: sono i due periodi in cui le donne in dolce attesa devono stare più attente durante l’estate. “Nella prima parte della gravidanza – spiega Tullio Ghi, ginecologo e direttore di Ostetricia al Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs –, complice la nausea e il vomito le donne tendono a bere meno e a disidratarsi e questo aspetto può essere aggravato dalle alte temperature e dalla sudorazione profusa. Lo stato di disidratazione può comportare squilibri idro-elettrolitici e complicazioni potenzialmente gravi per la funzione del cuore e del cervello”. Oltre a provocare, nell’ultima parte della gravidanza, possibili rischi per il feto, come la riduzione della quantità di liquido amniotico all’interno della cavità uterina. “Questo non è motivo di grave allarme ma comporta la necessità di sorvegliare con maggior attenzione il benessere del bambino perché la riduzione del liquido amniotico, fa sì il bambino non goda di quella protezione meccanica che il liquido amniotico esercita rispetto ai traumi dell’addome e alla compressione del cordone ombelicale”, continua Ghi. Tra i rischi dovuti al caldo eccessivo nell’ultima parte della gravidanza vi è l’ipotensione. “Se a una condizione di pressione bassa – continua il ginecologo –, si aggiunge la vasodilatazione e la disidratazione, l’ipotensione può accentuarsi, aumentando il rischio di episodio lipotimici, perdita di coscienza, con tutti i rischi collegati ad una eventuale caduta”. E poi ancora, “la dilatazione delle vene degli arti inferiori può facilitare il ristagno di sangue in periferia e quindi di edemi delle gambe che accentua il disagio della deambulazione e porta ad un aumento di peso. Questa stasi venosa, associata a una minore attività fisica, può a sua volta favorire fenomeni trombotici”.