“L’Alleanza continua a rispondere e ad adattarsi alla competizione strategica, all’instabilità diffusa, alle minacce ibride e agli shock ricorrenti che caratterizzano il nostro più ampio contesto di sicurezza”, si conclude la Dichiarazione di Ankara, sottoscritta dai partecipanti al vertice della Nato svoltosi in Turchia. Gli Alleati “ribadiscono che l’Iran non dovrà mai possedere un’arma nucleare e invitano l’Iran a rispettare pienamente la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”. Al termine dell’incontro i capi di Stato e di governo presenti hanno sottolineato, nelle rispettive conferenze stampa, alcuni temi generali e altri nazionali. Al centro dell’attenzione i rapporti tra Paesi europei e Stati Uniti, l’aggressione russa all’Ucraina e i pericoli per l’Europa, la guerra in Iran, i nodi economici ed energetici, il futuro dell’Alleanza atlantica. Praticamente sotto silenzio le vittime dei conflitti e le conseguenze delle guerre, la crisi del multilateralismo, i nuovi bombardamenti sull’Iran e la reazione di Teheran, il prezzo economico e sociale della nuova corsa agli armamenti, la situazione della (mancata) democrazia interna del Paese ospitante, la Turchia. In particolare il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha affermato che la Russia “è in difficoltà e la sua economia si trova in condizioni gravi”. A suo dire “l’Ucraina sta penetrando profondamente in Russia, in termini di infrastrutture energetiche e di difesa”.