Nel 2024 i progetti di formazione continua hanno così coinvolto oltre 1,7 milioni di lavoratori dipendenti, segnando un avanzamento rispetto agli 1,6 milioni dell’anno precedente e al milione e 300mila del 2021. In un arco di cinque anni, la platea dei lavoratori formati è cresciuta di oltre 400mila unità, tornando sostanzialmente ai livelli pre-Covid. Per il 2025, proprio in virtù della spinta derivata dalla terza edizione del Fondo Nuove Competenze ci si attende un consolidamento della crescita, che può spingere i lavoratori coinvolti nella formazione finanziata dai Fondi Interprofessionali intorno ai 2 milioni. È quanto emerge dal XXV Rapporto sulla formazione continua in Italia, curato dall’Istituto per l’Analisi delle politiche pubbliche (Inapp) per conto del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e presentato oggi.
Dai dati diffusi, nel 2024 il tasso di partecipazione degli adulti alla formazione è stato del 10,4%, in forte crescita rispetto agli ultimi anni, considerando che nel 2004 questo era appena al 6,3%. In questo scenario – si legge in un comunicato – un ruolo chiave lo hanno svolto i 20 Fondi paritetici interprofessionali che nel 2024 hanno gestito oltre 850 milioni di euro (+9% rispetto all’anno precedente), con l’adesione di circa 780mila imprese pari a 10,5 milioni di lavoratori. Si è confermato inoltre strategico il Fondo Nuove competenze che, con la terza edizione, ha avuto un finanziamento di circa 1,2 miliardi di euro e ha coinvolto oltre un milione di lavoratori, in costante crescita rispetto alle precedenti edizioni (800mila nella seconda e 720mila nella prima).
“Oltre al recupero del numero dei lavoratori coinvolti nei programmi di formazione continua promossi dai Fondi interprofessionali, deve essere segnalato anche l’incremento della sensibilità verso l’importanza di accrescere le competenze per soddisfare i fabbisogni professionali richiesti dalle imprese con la progettazione dei percorsi formativi brevi e l’attenzione alle competenze green e digitali”, ha dichiarato Natale Forlani, presidente dell’Inapp, rilevando che comunque “esiste un forte gap tra la crescita dei fabbisogni di formazione e di adeguamento delle competenze, in particolare nei comparti di attività economica caratteristiche dalla presenza di piccole e microimprese, che deve essere affrontato ampliando il ruolo dei Fondi interprofessionali verso le politiche attive del lavoro e l’offerta formativa generata con modalità flessibili e personalizzate per favorire in rapido reinserimento delle persone in cerca di lavoro”.