“Per me Piovanelli, per come l’ho conosciuto, è rimasto fondamentalmente un prete. Un prete vicino alla sua Chiesa, una Chiesa fatta di popolo. Aveva molto questo senso del popolo di Dio, una visione che gli veniva dal Concilio Vaticano II. Questo aspetto, l’essere sempre vicino alla gente, ha caratterizzato anche il suo ministero di vescovo”. Il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo emerito di Perugia-Città della Pieve, racconta così, sul numero di “Toscana Oggi” in uscita in questi giorni, il card. Silvano Piovanelli, nel decennale della morte. Piovanelli infatti moriva il 9 luglio del 2016: domani alle 18 sarà ricordato con una messa in Santa Maria del Fiore presieduta dall’arcivescovo di Firenze, mons. Gherardo Gambelli. “Ho conosciuto Piovanelli nel 1956, quando a 14 anni sono entrato in seminario. Lui era un giovane prete, aveva circa 30 anni ma aveva già un’impostazione culturale, spirituale, umana, che poi ho riscontrato in lui per tutto il resto della sua vita”, racconta Bassetti, che ricorda anche alcuni episodi, come il Sinodo diocesano e la visita a Firenze di san Giovanni Paolo II nel 1986. Un vescovo, aggiunge Bassetti, che non aveva paura di parlare di qualsiasi argomento, dicendo anche parole forti: “Aveva il coraggio dei miti. Mi viene da rassomigliarlo, in questo senso, a papa Leone, apparentemente un mite, però sono quei miti che hanno tutta la forza del Vangelo dentro di sé”. Su “Toscana Oggi” anche il ricordo di Vannino Chiti, che come presidente della Regione Toscana ha avuto modo di interagire con Piovanelli, dal 1985 al 2001 presidente della Conferenza episcopale regionale. “Era un uomo aperto che cercava il dialogo nella Chiesa, con la società e con le istituzioni” scrive Chiti, che ricorda i colloqui frequenti “per scambiare impressioni e valutazioni” su temi che potevano andare dalle migrazioni, alla tutela dei beni culturali, alla strage dei Georgofili, alla pace e alla cooperazione internazionale. Oggi – conclude Chiti – “avremmo ancora bisogno di lui, un uomo di fede legato al suo popolo”.