In Italia, la formazione dei lavoratori si sta trasformando non solo nei numeri, ma anche nei contenuti e nelle modalità. Secondo i dati della V edizione dell’indagine sulla conoscenza delle imprese (Indaco-Imprese 2025), circa un quarto delle aziende che utilizza sistemi di Intelligenza artificiale li impiega a supporto della formazione. Nello specifico, il 36,8% utilizza l’Ia per produrre materiali didattici personalizzati, il 32,1% per adattare i percorsi alle esigenze dei partecipanti e il 28,9% per individuare i fabbisogni di competenze. Sono alcuni dei dati rilanciati oggi dall’Istituto per l’Analisi delle politiche pubbliche (Inapp) che ha presentato il XXV Rapporto sulla formazione continua in Italia, curato per conto del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
Le aziende – viene spiegato in un comunicati – utilizzano sempre più la formazione per contrastare le difficoltà di recruiting: oltre un terzo delle imprese (37,1%) che segnala criticità nel reperimento del personale attiva percorsi di riqualificazione, mentre il 30,4% punta sull’aggiornamento. Si diffondono modelli flessibili come il microlearning e le Academy di filiera, che favoriscono la creazione di ecosistemi collaborativi tra imprese, sistema formativo e territori. Nonostante la crescita degli investimenti, il Rapporto mette in evidenza come permangano alcuni divari strutturali nell’accesso alla formazione. L’età genera un gap di 11,4 punti percentuali tra under 35 (18,2%) e over 50 (6,8%), e disuguaglianze riguardano anche il genere, sebbene la contrazione della partecipazione con l’avanzare degli anni colpisca in modo analogo e trasversale sia uomini che donne. Persistono inoltre divari territoriali e dimensionali: investe in formazione circa il 70% delle grandi imprese, mentre la quota scende a meno di un terzo tra le microimprese. Per rafforzare la partecipazione delle Pmi e dei lavoratori più esposti alle transizioni, il Rapporto richiama l’importanza di modelli collaborativi come le Academy di Filiera, delle reti territoriali e di modalità formative più flessibili e mirate al trasferimento intergenerazionale delle competenze.