Emergency ha inaugurato due nuove cliniche di salute primaria nell’Ucraina orientale, a Barvinkove e Blyzniuky, due centri abitati del Kharkiv vicini alla linea del fronte, dove i bisogni delle persone più fragili continuano ad aumentare e l’accesso alle cure primarie è sempre più difficile a causa del perdurare e dell’aggravarsi della guerra. Le nuove cliniche di Emergency – scrive l’associazione in un comunicato – offriranno gratuitamente cure mediche di base, monitoraggio delle malattie croniche e assistenza infermieristica, in continuità con il modello già attivo in Ucraina: dall’inizio delle attività a oggi sono 27 le strutture supportate da EMERGENCY nel Paese nelle Regioni di Kharkiv e Donetsk, nelle aree di Blyzniuky, Barvinkove e Oleksandrivka. Dopo più di quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina, che ha causato circa 16.000 mila vittime civili e 3.7 milioni di sfollati, il sistema sanitario ucraino, già precario prima dello scoppio del conflitto, resta in grave difficoltà. Si stima che oltre 10.8 milioni non abbiano accesso adeguato alle cure: le infrastrutture sanitarie sono state distrutte o danneggiate dai bombardamenti e la carenza di personale così come l’aumento dei costi dei farmaci rendono sempre più difficile curarsi. Secondo i dati raccolti da Emergency nell’ultimo report “Community and Care in Wartime”, l’84% dei pazienti incontra maggiori difficoltà a raggiungere luoghi di cura e il 95% a pagare le medicine necessarie. Inoltre, il prolungarsi del conflitto, l’isolamento e l’incertezza causata dalla guerra ha contribuito a far crescere anche i bisogni legati alla salute mentale. “A oggi, i bombardamenti in Ucraina non accennano a fermarsi e continuano a causare vittime tra la popolazione civile e danni ingenti alle infrastrutture. Negli ultimi tempi abbiamo assistito all’utilizzo di armamenti pesanti e tecnologici con effetti devastanti sui centri densamente popolati”, racconta Luca Rifiorati, coordinatore Emergency in Ucraina. “È un contesto dove vige l’incertezza e la volatilità, prevale un senso di forte preoccupazione per il presente ma anche per il prossimo futuro perché la situazione non accenna a migliorare”.