Parlamento Ue: progressi di Ucraina, Moldova e Serbia verso l’adesione. Kos: “Allargamento, processo meritocratico”

(Strasburgo) Il Parlamento europeo si prepara a votare in plenaria le risoluzioni sui report 2025 della Commissione relativi a Ucraina, Moldova e Serbia, tre dossier che misurano avanzamenti e ritardi nel percorso di allargamento in una fase segnata dalla guerra russa e dalla crescente valenza geopolitica dell’adesione all’Ue. La linea di fondo resta quella di una politica di allargamento meritocratica, fondata sui progressi nei capitoli negoziali e sulla centralità dello Stato di diritto, come ribadito dalla commissaria all’Allargamento Marta Kos, secondo cui non vi è “alcuna attenuazione” dei principi fondamentali anche a fronte della necessità di rendere più innovativo e flessibile il modello di adesione. Per l’Ucraina, l’apertura del primo “cluster” negoziale rappresenta, secondo Kos, il “più grande passo” nel percorso di adesione, attribuendo questo risultato non solo al governo e al Parlamento ma anche alle comunità locali e alla società civile. Resta fermo, comunque, il richiamo dell’Ue a un ulteriore impegno nella lotta alla corruzione, il funzionamento delle istituzioni democratiche e la riforma della pubblica amministrazione. La Moldova viene presentata come il caso di avanzamento più lineare, dopo aver attuato la maggior parte delle riforme richieste ed aver beneficiato del piano di crescita 2025 2027, che mobilita quasi 1,9 miliardi di euro. Più problematico, invece, il fascicolo Serbia: i negoziati non registrano avanzamenti dal 2021 sullo sfondo di un regresso democratico, ritardi sulle riforme dello Stato di diritto e tensioni irrisolte con il Kosovo. Le note parlamentari segnalano anche la forte polarizzazione politica interna, con l’Aula che chiede a Belgrado una scelta chiara di allineamento alla politica estera e di sicurezza comune, comprese le sanzioni contro la Russia.

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